CONSUMI. Confcommercio: sette proposte per il futuro

"E’ tempo di assunzione di responsabilità e di scelte". Dopo che il paese ha conosciuto le pesanti ripercussioni della crisi, "oggi anche l’Italia ha però imboccato il percorso di uscita dalla recessione. Nel primo trimestre del 2010, il Pil risulta in crescita dello 0,5%. Prove tecniche di ripartenza, dunque. Ma, nel suo complesso, il motore dell’Italia produttiva gira ancora troppo piano ed il riassorbimento della disoccupazione appare particolarmente critico. Stimiamo, così, una crescita del Pil dello 0,7% nel 2010 e dell’1% nel 2011. Anche i consumi delle famiglie seguiranno lo stesso profilo di moderata crescita del prodotto lordo. Stiamo quindi attraversando una difficile transizione dalla recessione al ritorno alla crescita, in cui resta elevato il livello di sofferenza dell’economia reale, delle imprese e del lavoro. Soprattutto, ci confrontiamo, ancora una volta, con una prospettiva di crescita lenta e fragile". È il quadro tracciato dal presidente Confcommercio Carlo Sangalli nella Relazione annuale svolta oggi, nella quale ha indicato sette "scelte coraggiose per l’economia dei servizi".

Sangalli si è soffermato sulle manovra economico-finanziaria del Governo considerandola "una manovra quantitativamente impegnativa, necessariamente impegnativa. Ma più contenuta di quelle che dovranno operare altri grandi Paesi europei". E dopo aver ricordato il contributo del settore manifatturiero ha chiesto "una politica per i servizi che si integri con la più consolidata e riconosciuta politica industriale. Una politica per i servizi – cioè un sistema di regole, di strumenti e di ragionevoli risorse – che supporti, anche in questo fondamentale settore, i processi di rafforzamento della produttività".

Sette le proposte di Confcommercio. Primo: "Non occorre meno concorrenza – ha detto Sangalli – La concorrenza fa bene alla produttività ed ai consumatori. Ma la concorrenza deve essere sempre a parità di regole e meno sbilanciata. Deve, dunque, più incisivamente operare in settori ad essa ancora poco esposti, anche attraverso un giusto confronto con tutti gli interessi coinvolti". La seconda proposta riguarda "Servizi 2020": "Attraverso la rimodulazione di risorse nazionali e comunitarie già disponibili, si definisca, cioè, e si realizzi un piano straordinario per l’innovazione del sistema dei servizi, posto che l’innovazione – tecnologica, ma anche organizzativa – è un formidabile propellente di produttività aggiuntiva. Un solo esempio tra i molti possibili: l’innovazione tecnologica, organizzativa e logistica della filiera agro-alimentare. Se ne gioverebbero tutti gli attori della filiera. Se ne gioverebbero i consumatori attraverso il miglioramento del rapporto qualità/prezzo".

La terza proposta riguarda il rapporto fra il commercio e le città, che ha visto processi di ristrutturazione nel settore commerciale e cambiamenti di stili di vita e consumo, nonché la riduzione di oltre 80 mila imprese commerciali negli ultimi due anni e tre mesi. Per Sangalli, "i rischi di desertificazione commerciale dei centri storici e delle prime periferie si sono fatti palpabili". Aggiunge il presidente Confcommercio: "Ma l’identità e la vivibilità delle nostre città merita di essere non solo tutelata, ma anche promossa: con un miglior raccordo delle competenze in materia di concorrenza e di commercio; con l’integrazione tra urbanistica ed urbanistica commerciale; con la riforma delle locazioni commerciali e con crediti d’imposta per la ristrutturazione edilizia della rete commerciale; con la costruzione di distretti urbani e diffusi del commercio, che agiscano come tessuto connettivo del pluralismo distributivo".

La quarta proposta riguarda "l’impegno per raddoppiare, nell’arco dei prossimi anni, il contributo del turismo alla formazione del Pil del Paese, attestandolo così intorno al 20% del totale". Quinto punto: "un Piano ed un Patto nazionale per la mobilità urbana per ridurre il costo della congestione valutato in circa 9 miliardi di euro all’anno".

La sesta proposta comprende "un progetto strategico italiano per la promozione congiunta dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della cogenerazione. Esso richiede una robusta semplificazione delle procedure, l’adeguamento e la modernizzazione delle dotazioni infrastrutturali e delle reti, la diffusione di servizi di consulenza energetica per le imprese". Settimo punto: "Costruire le "reti" per la crescita delle piccole e medie imprese dei servizi".

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