CONSUMI. Confcooperative: pesa il calo ma ci sono segnali di ripresa

Il calo dei consumi pesa ma si intravedono segnali di ripresa e diminuiscono i timori di un’ulteriore spinta dell’inflazione. È quanto emerge dalla decima nota congiunturale sulle 20mila imprese aderenti a Confcooperative, relativa al II quadrimestre del 2008 con le previsioni per fine anno, condotta da Elabora, il centro studi di Confcooperative. "A preoccupare è la continua frenata della domanda causa principale del calo degli investimenti che al momento, però, non pregiudica la crescita delle nostre cooperative", commenta in una nota Vincenzo Mannino, segretario generale di Confcooperative, per il quale "la contrazione dei consumi incide negativamente sulla cooperazione di consumo e distribuzione e, in parte, sulla cooperazione agroalimentare".

Ma ci sono alcune previsioni positive perché "si intravedono segnali di ripresa. Calano i timori di un’ulteriore spinta inflativa per i prossimi mesi, grazie al calo delle materie prime destinate all’energia. In questo è fondamentale l’effetto aggregante della cooperazione". Confcooperative è riuscita a contenere l’impennata dei costi di produzione in agricoltura al 10% (rispetto al 13,8%). Aumentano le cooperative che cercano sbocchi internazionali. Il saldo sull’occupazione complessiva è positivo e il 40% degli operatori intende aumentare gli investimenti nei prossimi mesi. Ma tra le cooperative di piccola e media dimensione, conclude la nota, si investe meno o si rimandano le decisioni di investimento. Le più in difficoltà sono le microcooperative del Centro e del Sud.

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