CONSUMI. Confesercenti-Ispo: gli italiani e la crisi, preoccupazione continua e fiducia a picco

Gli italiani e la crisi: si continua a indagare un rapporto che a più riprese ha segnalato la preoccupazione dei cittadini per la situazione economica e occupazionale e per un disagio sociale diffuso. La conferma arriva dal IV Rapporto su "Gli italiani e la crisi" promosso da Confesercenti e Ispo, dal quale, informa l’associazione, "emerge ancora forte la preoccupazione per la situazione economica ed occupazionale ma soprattutto si segnala una forte e generalizzata caduta della fiducia degli italiani nei confronti dei principali attori della vita politica e sociale: Governo, opposizione, enti locali, sindacati, mondo bancario ma non escono indenni neanche le associazioni delle Pmi".

C’è scetticismo nei confronti sia dell’operato sia del Governo sia dell’opposizione: nell’ottobre 2009 il 31% del campione intervistato riteneva certamente positivo l’operato del Governo, a settembre di quest’anno si scende invece al 23% con una caduta dell’8%; per quanto riguarda l’opposizione, si è passati dal 12% che riteneva il suo operato positivo nel 2009 al 21% nel febbraio 2010 e di nuovo al livello minimo dell’11%. Anche le banche perdono fiducia e consensi.

L’andamento della preoccupazione per la crisi, analizzato secondo l’orientamento politico degli intervistati, evidenzia una discesa dovuta soprattutto al giudizio degli elettori di centro e centrodestra. Rileva Confesercenti: "Dopo il picco dell’88% di persone che a maggio negava che il peggio era passato ora si è giunti all’80% del campione. E dall’insieme dei dati raccolti si comprende che secondo gli italiani il culmine delle difficoltà è stato toccato proprio nella primavera del 2010. Ora l’allarme scende, gradino dopo gradino, e si riduce soprattutto grazie alla percezione degli elettori di centro (dal 95% di maggio 2010 al 73% di settembre) e di centrodestra (dall’84% al 74%). Naviga invece ancora al 91% il pessimismo degli elettori di sinistra e di centrosinistra. Un po’ più ottimisti anche gli "apolitici" che passano da un tetto negativo del 91% all’82%.Del resto che il disagio sociale sia consistente lo dimostra anche la risposta che chiama in causa la preoccupazione per la situazione economica italiana: il 93% resta molto o abbastanza preoccupato".

Da considerare che una famiglia su cinque è direttamente coinvolta dalla crisi, con una percentuale in leggera discesa (dal 23% di maggio al 21% di settembre). Il numero di famiglie coinvolte dalla crisi diminuisce progressivamente in tutte le aree geografiche tranne al Centro. La priorità continua a essere il lavoro: "Quanto sono preoccupati gli italiani per il loro posto di lavoro? Il 61% si dichiara molto o abbastanza preoccupato. Cresce leggermente in particolare il numero di coloro che si dicono molto allarmati (dal 28 al 31%)".

"Il calo di fiducia non è il solo segnale negativo – ha detto Marco Venturi, presidente Confesercenti – in quanto a esso si aggiunge il fatto che la gran parte degli italiani non crede che la crescita nel 2011 sarà significativa e vigorosa. Si deve elevare la qualità del confronto politico e sociale se non vogliamo sprecare altri preziosi mesi: Confesercenti ha proposto cinque mosse per rilanciare lo sviluppo: taglio coraggioso delle spese, meno pressione fiscale, investire in infrastrutture, autonomia energetica, lotta alla criminalità. Va usata in particolare la leva fiscale".

 

PDF: "Gli italiani e la crisi"

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