CONSUMI. Confesercenti-Swg: Natale, italiani tutti a casa, spesa in calo del 9%

Natale prudente, con meno regali, una gestione attenta dei bilanci familiari, meno vacanze e più brevi. E soprattutto, come da tradizione, Natale in famiglia: oltre 54 milioni di italiani, pari al 91% della popolazione, festeggerà in casa propria, di parenti o di amici, continuando una "operazione prudenza" negli acquisti che, per la cena e il pranzo natalizi, vedranno una spesa procapite media in diminuzione del 9% rispetto all’anno scorso. Si distingue solo un 3% di italiani che pranzerà in un ristorante, un 2% che andrà in vacanza in Italia e un altro 2% che dovrà lavorare.

È quanto sottolinea un sondaggio Confesercenti-Swg, che ricorda come le tredicesime mancheranno in circa 2,4 milioni di famiglie, mentre sul versante delle spese la parola d’ordine è "prudenza".

Rileva l’indagine che "la spesa pro capite per il cenone e il pranzo di Natale si aggira in media attorno ai 109 euro (il 9% in meno del 2009). Gli italiani quest’anno spenderanno complessivamente 2,7 miliardi per le tavolate di Natale con differenze piuttosto marcate fra cifre minime e massime: aumenta al 42% (dal 41% del 2009) la scelta di coloro che non spenderanno più di 75 euro per i piatti della tradizione natalizia, mentre sale al 35% (dal 31% del 2009) quelli che spenderanno fino a 125 euro; scende, invece, dal 23% al 20% la spesa degli italiani che arriveranno fino a 250 euro per arricchire la tavola con le più gustose ricette natalizie. Scende ancora, infine, dal 5% al 3%, la disponibilità di quanti vogliono davvero stupire i palati di parenti e amici superando i 250 euro di spesa".

I cibi di maggiore successo sono quelli della tradizione. E se è presto per fare un bilancio dei regali, si vedono alcune tendenze differenziate: sembrano andare bene i prodotti hi-tech e ci sono andamenti particolari nelle vendite in alcune città, come le birre artigianali a Genova, la ripresa del settore moda a Firenze, i giochi elettronici a Napoli, il rilancio del settore profumeria (più 3,5%) dopo il calo dell’anno scorso (meno 15%) a Roma.

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