CONSUMI. Confesercenti: sarà un Natale “preoccupato”

Nel vocabolario del Natale entra la parola crisi. E’ quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg secondo il quale per gli italiani si preannuncia un Natale sotto tono o, meglio, all’insegna della preoccupazione. In aumento coloro che prevedono un Natale austero (dal 14 al 16%) e difficile (dal 13 al 21%). Cala chi lo vede come un’occasione di speranza (dal 53 al 44%) o si dimezza la percentuale di chi lo immagina "gaudente" (dal 12 al 6%). Di conseguenza sono meno gli italiani che se lo aspettano migliore (dal 24 al 21%), od uguale (dal 57 al 50%) mentre cresce di 10 punti il numero di quelli che temono sia peggiore (dal 19 al 29%).

Le tredicesime ammonteranno a 37 miliardi e 877 milioni di euro, quasi 17 miliardi andranno in spese per acquisti che risultano però in calo di 1 miliardo e 173 milioni rispetto al 2007.
Salgono le quote destinate al pagamento dei conti in sospeso (+550 milioni di euro) e per i mutui (318 mln euro).

A spendere di più in acquisti rispetto allo scorso anno resta un 4%, mentre il 65% è convinto che spenderà meno e fra questi ultimi c’è un 28% che taglierà le spese di ben oltre il 30%.

A condizionare i comportamenti degli italiani non sono solo i prezzi: un italiano su cinque (il 21% contro il 16 dello scorso anno) pensa che peggiori la situazione economica familiare, uno su dieci (10% contro l’8% del 2007) è preoccupato per il futuro del suo lavoro.

Ma dove andranno le tredicesime impiegate nelle spese natalizie? Ancora una volta a guidare la classifica sono le spese correnti per casa e famiglia, subito dopo ecco la voce "risparmio" seguita da quelle non meno impegnative dei "conti in sospeso". Solo dopo spunta il capitolo "regali" e quello dei "mutui". In testa troviamo l’abbigliamento (43% delle risposte), poi cibo e vino (un altro 26%), i libri (17%) che soffiano il terzo posto… ai giocattoli (16%). C’è un 9% che pensa ad un viaggio, mentre non pare annata per i gioielli confinati ad un 2%.

Natale da risparmio anche per i regali. Il clima di "moderazione"produrrà un taglio che dovrebbe aggirarsi attorno al 9% superiore di quattro punti rispetto al calo già registrato nel 2007. Flette il numero di chi spenderà di più passando dal 17% dell’anno scorso al 13%. Sale di ben 16 punti invece la percentuale di chi ha deciso e di moderare il bugdet-regali (dal 35 al 51%). Ed un 16% di costoro ridurranno le spese per oltre il 30%.

Ed i patiti dei regali tecnologici non hanno dubbi. Quest’anno il re dei regali per loro è il computer portatile seguito dal televisore al plasma o LCD ed a sorpresa dal telefonino tradizionale (anche in questo caso fa dunque capolino la tendenza al risparmio). Spese, va bene, ma senza indebitarsi: alla domanda se ricorreranno al credito al consumo quasi tutti rispondono no. Un vero e proprio plebiscito che coinvolge l’81% del campione. Ed è boom per i mercatini il cui indice di gradimento sale di 5 punti (dal 15 al 21%), mentre sono in calo sia la grande distribuzione (dal 50 al 45%), sia i piccoli negozi (dal 26 al 22%).

A non subire i venti di crisi saranno i bambini per i cui regali non si prevedono rinunce. Se un sacrificio si deve fare gli italiani preferiscono riservarlo a se stessi: ed il calo è significativo, vale a dire di otto punti (dal 23 al 15%). Anche i parenti e gli amici dovranno accontentarsi: la loro quota scende di poco e si attesta al 21%. Si salvano le risorse destinate ai bambini che, anzi, sono in leggero aumento.

I viaggi subiscono una leggere flessione: il 27% di italiani (l’anno scorso era il 24%) ha deciso di regalarsi un viaggio od una vacanza. Ma se la durata media resterà eguale (circa sei giorni) scenderà invece La spesa media: dai 601 euro del 2007 a 593 euro per quest’anno. Parola d’ordine: il riposo con netta preferenza per le mete italiane.

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