CONSUMI. Consumatori: “Per rilanciare economia non basta pensare a imprese”

I dati di Findomestic sui consumi – la fiducia degli italiani a ottobre torna a calare e diminuiscono le previsioni di risparmio – "non fanno altro che confermare ed aggravare le prospettive sulla preoccupante contrazione dei consumi che, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2009, si attesterà al -2,5-3%, ed addirittura al -3,5% per le famiglie a reddito fisso, con una riduzione complessiva della spesa di circa 25 miliardi di euro". È quanto commentano oggi Federconsumatori e Adusbef sottolineando che l’andamento dei consumi incide anche sulle spese anelastiche come gli alimentari e che la ripresa del Pil dello 0,7% prospettato per il 2010 risulta marginale.

"Siamo dell’avviso che l’onda lunga di cassa integrazione e disoccupazione debba ancora dispiegare i suoi effetti, così come denunciato anche da Bankitalia, contribuendo così ad abbattere ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già ridotto ai minimi termini; caduta certificata, oltretutto, dai dati Istat, anche se in previsione sottostimati".

"Il Governo, piuttosto che pensare a come sgravare gli oneri fiscali alle imprese, dovrebbe varare con urgenza un intervento teso ad incrementare il potere di acquisto delle famiglie", ribadiscono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che chiedono una detassazione del reddito fisso per 1200-1500 euro annui, misure di sostegno per il reddito dei precari e un taglio del 15-20% sul prezzo dei prodotti.

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