CONSUMI. Crisi, gli italiani reagiscono con prudenza e risparmio

Alla crisi gli italiani reagiscono con prudenza. Il 43% sceglie di risparmiare di più, il 22% ha intenzione di ridurre i consumi. Non c’è panico diffuso ma un atteggiamento che risponde alla crisi economica attraverso prudenza, risparmio, ricerca di occasioni che consentano di salvaguardare la buona qualità dei prodotti acquistati senza spendere cifre esorbitanti. E in una fase caratterizzata ancora da segnali di peggioramento, poco più della metà delle famiglie italiane dichiara di guardare al futuro con ottimismo (53%) mentre il 30% si dichiara pessimista. Risultato?"Crisi e incertezza sono reali e diffuse, ma esiste un capitale fiduciario privato che non deve essere disperso ma, anzi, opportunamente sviluppato perché, forse, è proprio da questo capitale che si potrà ripartire per costruire una strategia di ripresa della nostra economia": sono i principali risultati che emergono dall’"Outlook sui consumi" realizzato da Confcommercio in collaborazione con il Censis.

Si reagisce alla crisi con la riorganizzazione dei consumi e raramente si percepisce senso di smarrimento. Secondo la ricerca, infatti, c’è la tendenza o a rimuovere la crisi dal quotidiano oppure a guardare avanti. E dunque il 53% degli intervistati ha dichiarato di essere comunque ottimista; il 30% si dichiara pessimista; il 17% guarda al futuro con sostanziale incertezza. "Il saldo tra ottimisti e pessimisti, osservato in serie storica, si posiziona nel gennaio del 2009, agli stessi livelli dei primi mesi del 2007, quando ci fu l’illusione di una ripresa solida e duratura".

Il risparmio è imposto dagli eventi e da un mercato diventato un percorso a ostacoli. Il 42% delle famiglie intervistate ritiene di avere mantenuto stabili le proprie spese: "molte persone, soprattutto i giovani, le famiglie unipersonali e le coppie con figli – rileva la ricerca – tendono spesso a mettere in atto un comportamento forzosamente adattativo, spendendo poco, concedendosi pochi extra, ricercando prodotti in offerta speciale, in modo tale da non sforare budget a volte assai contenuti". Per quasi il 30% delle famiglie con spese in aumento, le maggiori uscite sono state determinate dalle tariffe sulle utenze domestiche.

Niente panico dunque ma un atteggiamento duplice. Da un lato c’è chi guarda con ottimismo al futuro (53%), dall’altro chi risponde alla crisi con comportamenti razionali e dunque con la scelta di risparmiare di più (43,2% degli intervistati) e ridefinire il paniere dei consumi (22,2%).

La metà delle famiglie che usa il credito al consumo ha dichiarato di farvi ricorso per mancanza di contanti. Ma il panorama è in chiaroscuro: solo l’1,4% degli intervistati nella ricerca ha dichiarato di doversi eventualmente indebitare per far fronte alla crisi economica e soli il 17% ha detto di aver sottoscritto un contratto di credito al consumo nell’ultimo anno.

Per il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio Mariano Bella, "in questo momento decifrare il legame tra percezioni, aspettative sul futuro e comportamenti è eccezionalmente difficoltoso. Le evidenze emerse dall’indagine rispecchiano la difficoltà delle famiglie addirittura nel decidere quale strada prendere. In sostanza non si sa quanto la riduzione di reddito, verosimilmente ancora da patire, sarà profonda e duratura". La previsione di consumo indica una nuova flessione nel primo trimestre 2009. "Eppure – ha concluso il direttore dell’Ufficio Studi – il relativo ottimismo come reazione alla situazione attuale potrebbe indicare un miglioramento della pianificazione degli acquisti durante la fase centrale dell’anno. Sta anche ai decisori permettere che questo potenziale di fiducia si trasformi in più dinamici comportamenti di spesa".

Comments are closed.