CONSUMI. Crisi, per Brunetta aumenta il potere d’acquisto. Federconsumatori: “Vive all’estero”

Federconsumatori contro le dichiarazioni odierne del ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, per il quale in Italia "al netto dei cassintegrati-disoccupati equivalenti, il potere di acquisto è cresciuto dell’1-2%" e, considerati lavoratori dipendenti e pensionati insieme, "30 milioni di redditi in questi 12 mesi hanno mantenuto o incrementato il potere d’acquisto". Federconsumatori risponde a stretto giro e afferma che si tratta di "un Ministro che sicuramente vive all’estero, dal momento che straparla a proposito dei redditi delle famiglie, si permette di fare affermazioni tese a mistificare la realtà, passibili di una denuncia all’Antitrust per pubblicità ingannevole".

L’associazione ricorda la contrazione dei consumi, la caduta del Prodotto interno lordo, l’aumento della cassa integrazione e della disoccupazione. "Si calcola che, solo per questi ultimi due fattori, la riduzione del potere di acquisto per l’intero universo delle famiglie (24 milioni da dati Istat) sia pari a 492 euro annui per ciascun nucleo familiare – afferma Federconsumatori – Se invece si prendono in considerazione solo i nuclei familiari a reddito fisso, il dato si fa ancor più drammatico: la perdita in questo caso sarebbe di 850 euro a famiglia, e raggiungerebbe gli 800-1000 euro per quelle famiglie direttamente colpite da un licenziamento. A tutto ciò si aggiunge un tasso di inflazione positivo attorno all’1%, che determinerà un aggravio sulle spese delle famiglie di ulteriori 300 euro".

"Altro che aumenti di reddito e di risparmio! – commenta dunque Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – Senza calcolare la ricaduta negativa del PIL, infatti, le famiglie italiane avranno, dopo le forti predite degli anni passati, un’ulteriore ricaduta negativa di 792 euro sul loro potere di acquisto nel 2009".

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