CONSUMI. Federconsumatori: meno ristoranti, teatri, vacanze dal 2002 a oggi

La crisi economica e le difficoltà nelle quali si sono trovate le famiglie italiane hanno fatto cambiare loro le abitudini di vita e i consumi: meno cene al ristorante e in pizzeria, meno cinema, meno teatro, meno trattamenti di bellezza, meno musei e meno spesa in tabacchi. A partire dal 2009-2010 sono aumentati solo alcuni consumi indicati come "consolatori": il gioco (c’è sempre la speranza di una vincita fortunata) e il consumo di cioccolata. È quanto rileva Federconsumatori.

L’associazione commenta: "Una volta tanto concordiamo con l’Istat: la previsione di un tasso di inflazione al 2,2% nel 2011 è decisamente improbabile. Già ritenevamo nettamente sottostimato il dato Istat al 2,8%, in quanto le ricadute per le famiglie, purtroppo, saranno ben più pesanti, soprattutto alla luce delle nuove stangate sui prezzi (specialmente quelli nel settore alimentare) e le tariffe (soprattutto quelle energetiche)". Il riferimento è a quanto dichiarato dall’Istat in audizione sul Documento di economia e finanza: la previsione di una crescita dell’inflazione del 2,2% nel 2011 "può essere conseguita solo con una forte attenuazione nei mesi a venire delle tendenze accelerative".

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha condotto uno studio sul cambiamento delle abitudini delle famiglie dal 2002 a oggi, facendo riferimento a una famiglia tipo composta da un solo figlio e che guadagna 1900 euro al mese. Ebbene: secondo l’Osservatorio, dal 2002 a oggi la frequenza di ristoranti e pizzerie è crollata del 50,2%, quella del teatro del 25,3% e quella dei musei del 24,8%. Meno 40% per il pasto pausa pranzo, meno 30,6% per la spesa in tabacchi e meno 60,3% per i trattamenti di bellezza.

Ci sono poi cambiamenti che riguardano tutta la popolazione: le vacanze si sono ridotte del 15% e comunque il 35% di chi va in vacanza ne ha ridotto la durata, e – dato da non sottovalutare – si sono contratti del 9% i consumi dei prodotti alimentari.

Commenta Federconsumatori: "Ciò è quanto accaduto in assenza di misure a sostegno delle famiglie. Per questo è indispensabile prendere provvedimenti immediati, a partire dalla detassazione per le famiglie a reddito fisso, necessari per rilanciare la domanda di mercato e, quindi, risollevare l’andamento dell’intera economia".

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