CONSUMI. Fiori e piante: acquisti in crescita (più 10%). Rilevazioni Cia

Fiori e piante fanno sempre più breccia tra gli italiani (nei primi tre mesi del 2006 gli acquisti sono cresciuti del 10 per cento) e conquistano i giovani, molti dei quali, soprattutto negli ultimi due, hanno scelto di intraprendere l’attività florovivaistica. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha partecipato con molti suoi produttori florovivaistici ad Euroflora di Genova, che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico.

Oggi il settore -affermano gli agricoltori – vive un momento importante. Nonostante continuino a crescere le importazioni (più 1,7 per cento nel 2005), in particolare dall’ Olanda, ma anche da Brasile, dal Perù e dal Sud-Est asiatico, il saldo commerciale è attivo per oltre 53 milioni di euro. Analogamente il giro d’affari è in forte aumento: 2,5 miliardi di euro lo scorso anno (60 per cento per fiori e fronde recise, 40 per cento per piante). Le aziende sono circa 35 mila : occupano una superficie di 43 mila ettari e danno occupazione a 100 mila persone. Non solo. Esse danno vita ad un apparato commerciale molto diffuso in tutta Italia e composto nella distribuzione al dettaglio da 20 mila imprese tra fiorai e garden center. Quindi, un comparto che copre un quarto della produzione europea ed è secondo solo all’Olanda, contribuendo per il 7,3 per cento alla produzione agricola nazionale.

Ovviamente -avverte la Confederazione- non sono -è il caso di dirlo- solo "rose e fiori". Il settore florivivaistico, pur vivendo una stagione di positivi risultati, deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita che richiede nuove e più propulsive strategie di sviluppo. A tal proposito una strada da percorrere è quella del cosiddetto "marketing differenziato", cioè quello di puntare, a differenza dell’Olanda orientata alle grandi produzioni, sulla valorizzazione del prodotto legato al territorio. Occorre, in pratica, guardare al Distretto floricolo locale come ad una sorta di unica grande azienda dove sono presenti il reparto ricerca, l’area produzione, l’ufficio commerciale, quelli delle consegne, della promozione e della comunicazione.

Il Distretto -sostiene la Cia- deve rappresentare nella sua complessità un’idea differente di offerta del prodotto fiore che può permettere di rafforzare il "made in Italy" , dando nuove opportunità a tanti giovani che in questi ultimi anni hanno scelto l’attività florovivaistica.
Inoltre, per la Cia sul fronte competitivo è indispensabile identificare meglio i prodotti della nostra floricoltura. Da qui l’esigenza dei marchi e della loro valorizzazione. Occorre, in pratica, la creazione di simboli che richiamino l’identità di una particolare produzione e che ci permetta di differenziarsi dagli altri concorrenti, favorendo, soprattutto facendo leva sulla qualità e la peculiarità produttive, la penetrazione sui mercati esteri.

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