CONSUMI. Gelato, Coldiretti consiglia gusti di stagione e legati al territorio

Pistacchio di Bronte, bergamotto di Reggio Calabria e nocciola Igp del Piemonte. Nella scelta del gelat, gli italiani mostrano di apprezzare molto i gusti di stagione e legati al territorio. Secondo Coldiretti tale tendenza mostra una particolare attenzione verso la qualità del prodotto, ma è anche segno della crescente sensibilità ambientale. Optare per la produzione locale, infatti, significa ridurre l’inquinamento dei gas serra causato dal trasporto delle materie prime.

Via libera dunque ai gusti tipici della zona dove trascorriamo le vacanze: il gelato sarà al tempo stesso genuino ed "ecocompatibile". Si tratta di una valida alternativa al consumo di gusti esotici, che per giungere in Italia percorrono tragitti lunghissimi. "Per trasportare a Roma – rileva Coldiretti – un chilo di papaya dall’Argentina in volo per una distanza di 12mila km si consumano 5,4 kg di petrolio e si liberano 16,2 kg di CO2 mentre per un kg di mango dal Cile si richiede la combustione di 5,8 kg di petrolio con l’emissione di 7,4 kg di CO2".

"L’interesse dei gelatai per i nuovi sapori a "chilometri zero" – sottolinea l’associazione – ha fatto aumentare notevolmente il numero dei gusti di gelato attualmente censiti in Italia che si stima siano attualmente di poco inferiori ai 600, tra i quali i preferiti restano cioccolato (27 per cento), nocciola (20 per cento), limone (13 per cento), fragola (12 per cento), crema (10 per cento), stracciatella (9 per cento) e pistacchio (8 per cento) secondo Eurisko. Una offerta di colori e aromi per una spesa stimata in oltre 5 miliardi di Euro per consumare gelati, dei quali il 60% di tipo artigianale e il 40% industriale".

E’ nata a Verona la prima gelateria che offre un’ampia selezione di gusti a base di prodotti locali: si va dalle more della Valpolicella, ai marroni di montagna di San Zeno, all’amarone di Negrar ed al limone di Torri del Benaco, alimenti provenienti dalle campagne della zona, come il latte o le uova utilizzate nella lavorazione. "Scegliere di non "mangiare petrolio", – conclude Coldiretti – oltre a evitare gli "sprechi energetici" garantisce maggiore qualità e freschezza per la salute e non comporta particolari sacrifici per un Paese come l’Italia che offre la più ampia varietà alimentare".

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