CONSUMI. ICC Confcommercio, Consumatori: ottimismo lontano, crisi presente, prezzi troppo alti

Altro che ottimismo: anche Confcommercio deve riconoscere che i consumatori continuano a essere prudenti e non si sbilanciano troppo quando devono fare acquisti. Sembra questo il leit motiv delle associazioni dei Consumatori di fronte ai dati dell’ICC Confcommercio odierno, che segnalano a gennaio un aumento tendenziale dell’1,4% ma una diminuzione rispetto a dicembre dello 0,3%.

Previsioni dell’Osservatorio Nazionale avvalorate per Federconsumatori e Adusbef: "In assenza di manovre economiche che permettano una maggiore capacità di acquisto delle famiglie italiane, soprattutto a reddito fisso, la stasi negativa della nostra economia si protrarrà ancora per tutto il 2010, attestando pressoché a zero la crescita del PIL – affermano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori – Dire, quindi, la verità al Paese e mettere in campo strumenti efficaci per una svolta nell’economia è una cosa prioritaria e fondamentale, evitando di mistificare i dati che provengono da parte degli Istituti preposti e smettendo di invocare categorie filosofiche o appelli all’ottimismo quali strumenti che possano migliorare la situazione socio-economica del Paese".

Secondo il Codacons, "considerato che stando ai dati resi noti oggi, si è verificata a gennaio una flessione dell’Icc dello 0,3% rispetto a dicembre, e che i prodotti alimentari, tipicamente beni necessari, sono calati a gennaio addirittura del 2,9% in quantità e dell’1,9% in valore, sarebbe stato quantomeno singolare mostrare ancora tutto quell’ottimismo natalizio. Dai dati, comunque, emerge che a fronte di un calo consistente della domanda, i commercianti continuano imperterriti ad aumentare i prezzi, in barba alle leggi della domanda e dell’offerta". L’associazione sottolinea soprattutto il calo del 2,9% dei prodotti alimentari a fronte di un aumento dell’1% dei prezzi, e il dato relativo all’abbigliamento e calzature che, nonostante sia in flessione del 4,2%, ha registrato un aumento di prezzi dello 0,2%. Da qui la richiesta dell’associazione, che "invita la Confcommercio a chiedere ai propri associati una riduzione dei prezzi e sconti veri, almeno pari al 20%, unica via per invogliare le famiglie a tornare nei negozi e rilanciare, così, i consumi".

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