CONSUMI. ICC Confcommercio, a luglio lieve aumento ma resta forte incertezza

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) a luglio 2011 ha registrato un lieve aumento, dello 0,4% su base annua e dello 0,5% rispetto a giugno. Sono i servizi a trainare la domanda, con un +1,9%, mentre la spesa per i beni segna un -0,2%. Rispetto a luglio 2010 risulta particolarmente negativo l’andamento dei consumi per i beni e servizi per la mobilità (-9,0%) e per gli alimentari, bevande e tabacchi (-3,4%).

Spicca, invece, la crescita della domanda per i beni ed i servizi per le comunicazioni (+12,1%) e l’andamento dei consumi di abbigliamento e calzature (+2,8%). A favorire la spesa di abbigliamento e calzature è anche la decisa riduzione dei prezzi, con l’anticipo dei saldi estivi; se si considerano i primi 7 mesi del 2011, infatti, i consumi sono stazionari. Resta in grave difficoltà il settore delle autovetture e dei motocicli che ormai le famiglie non riescono ad acquistare. Situazioni di diffusa criticità investono anche i consumi alimentari.

Dunque il dato del lieve aumento dell’ICC è ancora soggetto ad una forte incertezza, per cui per veder realizzata la previsione del +0,8% a fine 2011 c’è bisogno che la crescita continui anche nei prossimi mesi. Ma, vedendo quello che è successo ad agosto sul versante della finanza pubblica e delle turbolenze finanziarie, che ha gettato la fiducia delle famiglie ai minimi storici da marzo 2009, non si può ben sperare. "Queste difficoltà – si legge in una nota di Confcommercio – rischiano di compromettere i tentativi attuati da parte delle famiglie e delle imprese di uscire dalla crisi, tentativi che avevano prodotto risultati positivi, sia pure non particolarmente brillanti, nei primi 6 mesi del 2011".

Unico dato positivo, mentre le imprese sono assolutamente sfiduciate nei confronti dell’andamento economico generale, arriva dal mercato del lavoro che da alcuni mesi segnala un lento e graduale progresso, poiché il sistema produttivo sta provando a riassorbire la forza lavoro espulsa nella fase più critica della recessione.

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