CONSUMI. ICC Confcommercio: ripresa a “ritmo lento”

"Si conferma il graduale miglioramento dei consumi delle famiglie che restano però ancora inferiori ai livelli della prima parte del 2008". In sintesi: consumi fuori dalla crisi ma a "ritmo lento", uscita dalla recessione in modo graduale e senza slancio, tenendo presente l’incertezza del quadro economico generale e l’andamento del mercato del lavoro. Secondo i dati dell’Indicatore dei Consumi di Confcommercio, a dicembre 2009 c’è stato un aumento dell’1,% in termini tendenziali (base annua) ed una stabilità su base mensile.

"Anche a dicembre 2009 – rileva l’ICC – la componente più dinamica della domanda delle famiglie è stata quella relativa ai beni e servizi per la mobilità, con un incremento, rispetto allo scorso anno, del 12,8%. Nel complesso dell’anno per questa voce si registra una crescita del 2,8% (-9,4% nel 2008). Il miglioramento è derivato essenzialmente dall’accresciuta domanda per autovetture a cui si è associato negli ultimi mesi un incremento della spesa per i trasporti aerei ed i motocicli. Il dato di dicembre 2009 evidenzia un contenuto miglioramento della domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico (+1,4% tendenziale)".

Aumenta la domanda per beni e servizi per la cura della persona (più 1,3%) legata soprattutto all’aumento degli acquisti per i prodotti farmaceutici. Si riducono ancora gli acquisti di abbigliamento e calzature, che scendono dell’1,6%. Tende ad aumentare (più 1,3% rispetto a dicembre 2008) la domanda di beni e servizi per la casa, soprattutto per la componente di elettrodomestici e tv dove incide il passaggio al digitale terrestre. Ancora in calo, dello 0,9%, la domanda delle famiglie per prodotti alimentari, bevande e tabacchi.

"L’alternanza di valori positivi e negativi registrata negli ultimi mesi per le singole voci – rileva Confcommercio – sembra indicare, peraltro, come le famiglie, in un contesto in cui il recupero dei livelli reddituali appare modesto, tendono a spostare le risorse disponibili da un segmento all’altro, situazione che non favorisce l’avvio di una fase di sviluppo più robusta e consolidata".

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