CONSUMI. ICC Confcommercio: sono ancora in calo

A novembre 2010 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio è sceso dello 0,1% tendenziale e salito dello 0,1% congiunturale. L’elemento considerato "positivo" è il confronto annuale, con un calo che è il meno negativo da otto mesi, ma è pur vero che il quadro dei consumi "si presenta ancora molto debole, con tassi di sviluppo contenuti e la cui direzione non appare ancora chiaramente orientata verso un sicuro sentiero di crescita". È quanto rileva Confcommercio, che sottolinea come il confronto annuale dell’ICC rifletta una riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni (meno 0,5%) ed un aumento della domanda di servizi (più 1,4%).

Ci sono parziali segnali di recupero per abbigliamento e beni e servizi per la persona, mentre crolla la spesa per automobili e moto. In particolare, la domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato, rispetto a novembre 2009, una diminuzione dello 0,5%, con un dato espansivo che riguarda solo le spese per i concorsi e i pronostici.

I consumi per beni e servizi per la mobilità mostrano una netta diminuzione in termini tendenziali (meno 15%): la flessione della domanda per autovetture e motocicli non sembra destinata a modificarsi nel breve periodo.

È invece in salita la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico, che ha registrato una netta accelerazione (più 5,2%), confermando il segmento come uno dei più dinamici nel 2010.

Gli acquisti di beni e servizi per la cura della persona hanno mostrato, rispetto a novembre del 2009, una crescita dell’1,4%. Gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato un incremento dell’1,1%. La domanda di beni e servizi per la casa è tornata a registrare, dopo alcuni mesi negativi, una crescita (più 1,4%), un andamento favorito dall’accresciuta domanda per elettrodomestici e TV e dal contenuto recupero per i mobili.

I consumi delle famiglie per prodotti alimentari, bevande e tabacchi segnala un deciso miglioramento dei volumi acquistati con un incremento rispetto all’analogo mese del 2009 del 2,6%: poiché i dati sono riferiti al mese di novembre, questi potrebbero riflettere l’anticipo degli acquisti di prodotti non deperibili per le feste di fine anno piuttosto che l’inizio di un effettivo recupero della spesa per questo settore.

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