CONSUMI. In Piemonte è boom dei Gruppi di Acquisto Solidale

Prendete una manciata di consumatori consapevoli, alcuni produttori in grado di garantire precisi standard di qualità e tanta voglia di cooperare: la ricetta dei Gruppi di Acquisto Solidale, realtà in espansione su tutto il territorio nazionale ma soprattutto in Piemonte, è tutta qua. In nome della filiera corta, i G.a.s. (questo l’acronimo che li contraddistingue), sono gruppi di famiglie che, a metà strada tra le cooperative e le associazioni di consumatori, promuovono il superamento della grande distribuzione perseguendo principi di solidarietà, risparmio e genuinità.
Il loro punto di forza è rivolgersi direttamente ai produttori, negoziando le caratteristiche e i prezzi delle merci con l’obiettivo di aumentare il rapporto qualità-prezzo di quello che comprano in grandi quantità.

Spiega Andrea Saroldi, animatore della Rete Nazionale G.a.s. che raggruppa oltre novemila famiglie: "Questa è prima di tutto una scelta di vita. Parteciparvi permette di avere in tavola sempre cibi sani e gustosi, avvantaggiando sia le produzioni locali sia l’ambiente grazie ad una drastica diminuzione dei trasporti".

In Piemonte, una delle regioni più attive, sono circa 2500 le aziende che collaborano con i 46 G.a.s. presenti, in continua crescita; a far la parte del leone è la provincia di Torino dove i gruppi sono ben 35 con quindici-venti famiglie ognuno. Dice Emanuele Gosamo di uno dei gruppi più numerosi, quello della Cascina Roccafranca del quartiere Santa Rita: "Ho voluto contribuire così al consumo critico e consapevole quando ho capito i danni che i metodi intensivi di produzione agricola portano all’ambiente". E se poi da tanta consapevolezza si ricava anche un sensibile abbattimento del prezzo della spesa, come dire, che male c’è?

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