CONSUMI. Inchiesta Altroconsumo: poca trasparenza sui costi degli acquisti a rate

Su 185 negozi visitati la metà fornisce un’informazione sbagliata sul Taeg, il 20% nessuna e nella maggior parte dei casi non si può visionare il contratto di finanziamento prima della firma. Risultato: scarsa trasparenza sul costo effettivo del finanziamento e degli acquisti a rate. È quanto denuncia Altroconsumo in un’inchiesta che l’associazione dei consumatori ha effettuato per sondare il mondo del credito al consumo visitando 185 negozi in otto città italiane: Bari, Bologna, Brescia, Genova, Milano, Roma, Napoli e Torino.

Il mercato del credito al consumo è aumentato di circa il 20% nell’ultimo anno. Ma, afferma l’associazione, "la trasparenza al cliente sui costi reali resta ancora un optional: il Taeg, resta infatti ancora un oggetto misterioso per la maggior parte degli addetti alla vendita, impreparati e superficiali nell’illustrare le condizioni e i costi dei finanziamenti. Tale situazione è paradossale dato che il Taeg è l’indicatore introdotto per legge proprio per far conoscere e valutare al consumatore il reale costo di un finanziamento, considerando tutte le voci di spesa (tasso di interesse, spese di istruttoria e gestione pratica, spese assicurative e di incasso rata)". Secondo Altroconsumo i clienti finiscono dunque per pagare "tassi di interesse a due cifre per prestiti che si pubblicizzavano a tasso zero. Le campagne pubblicitarie sono infatti spesso ingannevoli poiché non rispettano le regole di trasparenza dettate dalla legge: spesso promettono genericamente un tasso zero o un Taeg diverso da quello calcolato secondo legge". Non va meglio per le agenzie di viaggio: fra le 120 agenzie visitate i rilevatori hanno riscontrato carenze nel campo della trasparenza con il 13% di agenzie che non dà informazioni sul Taeg e il 29% che invece fornisce un dato diverso da quello effettivo. E sulle carte revolving (carte di credito che consentono di pagare il debito a rate) l’associazione denuncia che "il Taeg reale di queste carte, compreso il costo di invio dell’estratto conto relativo, risulta essere mediamente del 19,30%: un servizio a costi onerosi, dunque, di cui i titolari spesso non sono consapevoli".

Quali dunque i consigli dell’associazione? Conoscere il Taeg e leggere sempre il contratto di finanziamento prima di sottoscrivere il credito. "Se il tasso applicato supera la soglia di usura fissata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia, il tribunale può dichiarare nullo il contratto – afferma l’associazione – Per non correre rischi, verificare che le rate non superino come importo il 30% dello stipendio mensile: il rischio di sovraindebitamento è dietro l’angolo". E se l’importo del finanziamento è alto, aggiunge, meglio rivolgersi a una banca.

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