CONSUMI. Isae, ad agosto fiducia in sù di 4 punti. Consumatori: “Dati non reali”

Ad agosto si confermano i segnali di recupero della fiducia dei consumatori italiani, che è cominciata a salire nel mese di aprile. L’aumento è di ben 4 punti, secondo l’inchiesta ISAE realizzata tra il 3 e il 21 di agosto, e la fiducia dei consumatori italiani raggiunge 111,8, uno dei valori più elevati dal marzo del 2007. I dati risultano particolarmente favorevoli per la situazione economica personale che registra un balzo di oltre 6 punti, passando da 118,4 a 125, valore massimo dal marzo del 2002.

Arretra invece lievemente l’indicatore relativo al quadro economico generale, che passa da 87,3 a 87. Favorevole risulta infine l’evoluzione degli indicatori relativi al quadro corrente (da 114,4 a 118 massimo dal giugno del 2002 ) e a quello futuro, che migliora per il quinto mese consecutivo passando da 100,9 a 104,2 (massimo dall’aprile del 2007).

Gli italiani percepiscono inoltre una sostanziale stabilizzazione dei prezzi correnti e si attendono un rallentamento della dinamica inflazionistica. La crescita della fiducia è diffusa a tutto il territorio nazionale, pur risultando relativamente più intensa nel Nord Est (da 107,2 a 114,1) e al Centro (da 107,7 a 112,3) rispetto al Nord Ovest (da 109,2 a 111,6) e al Mezzogiorno (da 108,3 a 110,1).

A contestare questi dati arriva immediata la reazione di Federconsumatori. "Il PIL scende del 6% – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – la contrazione dei consumi è attesa a -2,5%, il tasso di disoccupazione sta raggiungendo le due cifre, mentre la cassa integrazione aumenta a dismisura (comportando ricadute sul potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso di 980 Euro annui), tuttavia, gli italiani, per l’Isae, sono felici e contenti".

"Crediamo – denuncia Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori – di poter dire che non c’è cosa, più offensiva per l’intelligenza dei cittadini del nostro Paese e francamente non si riesce a comprendere perché vi sia una totale discrasia tra la situazione reale e le indagini che fa questo istituto".

"Ancora più grave – aggiunge Trefiletti – è che l’Isae è dipendente delle istituzioni pubbliche, e quindi fa nascere il sospetto che le analisi risentono dell’influenza di chi desidererebbe, ma purtroppo non trova riscontro nella realtà, che le cose vadano meglio. Consigliamo al Ministero del Tesoro, se vuole conoscere veramente la realtà sulle condizioni della famiglie, di rivolgersi a Federconsumatori".

"Purtroppo, si comprende con facilità il perché di tali affermazioni. Sbandierando una fiducia dei consumatori alle stelle, infatti, non si fa altro che sostenere il Governo nella sua politica di sostegno a banche, imprese e poteri forti, a discapito delle famiglie, a favore delle quali vengono varate solo manovre marginali ed inadeguate, con un esborso, tra Social Card e Bonus Famiglie, di appena 850 milioni di Euro".

"Ci sarebbe bisogno di ben altro – conclude Trefiletti -per sostenere il potere di acquisto delle famiglie e rilanciare i consumi, a partire da:

  • una detassazione per la famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, di 100 Euro al mese;
  • l’assegnazione di sostegni per i disoccupati e per i lavoratori precari che perdono la propria occupazione.

Anche secondo Adiconsum "l’indagine dell’Isae è condivisibile quando afferma che non ci sono stati aumenti generalisti; non è condivisibile quando afferma che ci sono state riduzioni di prezzi. L’inflazione è a zero, ma i consumatori colgono anche gli aspetti speculativi sui carburanti e tutto ciò è dimenticato nell’indagine.

Quanto alla fiducia verso la situazione economica, Adiconsum non rileva l’ottimismo dell’Ente di ricerca del Ministero del Tesoro. Se la crisi finanziaria, infatti, può considerarsi superata con considerevole perdita di risparmio delle famiglie, quella produttiva e sociale è lungi dall’essere superata con rischio elevato di chiusura delle fabbriche, perdita del posto di lavoro e ricorso alla cassa integrazione.

 

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