CONSUMI. Isae: aumenta fiducia dei consumatori. Consumatori annunciano denuncia

L’indice di fiducia dei consumatori di Isae è aumentato a settembre al massimo da dicembre del 2006 raggiungendo 113,6 da 111,8. "Segni di recupero vengono soprattutto dalle indicazioni sul quadro economico generale del paese, che dopo il lieve arretramento registrato lo scorso mese salgono da 87,1 a 89,6. Cresce anche l’indice relativo alla situazione personale degli intervistati (da 125 a 125,9)", si legge nella nota di Isae.

"Migliorano in particolare giudizi e previsioni sulla situazione economica generale: in quest’ultimo caso il saldo torna positivo per la prima volta dal marzo 2002", aggiunge la nota. In recupero anche i giudizi sul bilancio familiare, mentre favorisce il miglioramento dei giudizi sulla sulla situazione personale anche la sostanziale stazionarietà dei prezzi: "per la prima volta dal 1982, la quota di quanti li ritengono stabili o addirittura diminuiti sopravanza nettamente quella di quanti li giudicano aumentati (molto o abbastanza); continuano peraltro a scendere anche le previsioni per i prossimi 12 mesi", osserva Isae.

"Ci piacerebbe sapere dove abbia effettuato le sue rilevazioni l’Isae per diffondere, oggi, dati tanto lontani dalla realtà. Ci chiediamo se il paese preso in considerazione sia davvero l’Italia o, piuttosto, l’indagine sia stata effettuata presso i figli di qualche Emiro di Abu Dhabi". Così commentano Federconsumatori e Adusbef che annunciano una denuncia all’Antitrust per pubblicità ingannevole.

"La situazione italiana, infatti, è ben altra. Assistiamo ad una spirale di eventi che tende ad "avvitarsi" su se stessa, e dalla quale sarà sempre più difficile venir fuori se non si attuano congrue misure sul lato della domanda di mercato" – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti delle due Associazioni che aggiungono: "I dati, infatti, testimoniano una situazione economica estremamente preoccupante: caduta del PIL -5%, crescita esponenziale di disoccupazione e cassa integrazione, vertiginosa caduta della produzione industriale, a rischio un milione di piccole imprese e probabile chiusura di 70.000 esercizi commerciali. Anche i consumi registrano un andamento disastroso: si profila un 2009 con minori acquisti del 2,5-3%, pari ad una minore spesa da parte delle famiglie di oltre 20 miliardi di euro. Ciò testimonia un gravissimo peggioramento della qualità della vita delle famiglie, che determinerà pesanti ricadute sullo sviluppo economico del Paese, causando a sua volta un aumento di cassa integrazione e licenziamenti, con una ulteriore perdita di potere di acquisto delle famiglie a reddito da lavoro dipendente di 980 Euro annui, senza contare i nuclei familiari al cui interno vi sia un cassaintegrato, che comporterà una riduzione del potere di acquisto delle famiglie interessate di un importo pari a circa 3600 Euro annui. Ben 300 Euro in meno al mese!!!".

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