CONSUMI. Isae: cresce il pessimismo in Ue e Stati Uniti

Fiducia in calo nell’area Euro e negli USA. In base ai dati della Commissione Europea elaborati dall’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica), le imprese manifatturiere mostrano un pessimismo diffuso circa la situazione economica, attestandosi sui livelli minimi dal gennaio 2006. Il calo riguarda soprattutto i giudizi sullo stato attuale della domanda (da -1 a -5) e sulle scorte di magazzino; stabili invece le attese di produzione. Per quanto riguarda i consumatori, si registra una situazione ferma ai numeri più bassi degli ultimi tre anni. Non è migliore l’indice di fiducia statunistense che, secondo il Conference Board, ad aprile è sceso sui minimi dal 2003.

In Europa, sono soprattutto le imprese manifatturiere tedesche, spagnole e francesi a mostrare i dati più in calo. Ma, fuori dall’Area Euro, anche il Regno Unito presenta indici di fiducia in discesa. Situazione sostanzialmente stabile per quanto riguarda le prospettive dei consumatori del vecchio continente: i dati diffusi dalla Commissione Ue ad aprile rilevano un -12, sui livelli minimi dalla fine del 2005. "Emergono previsioni – sottolinea l’ISAE – meno favorevoli sull’andamento della situazione economica personale e generale, ma recuperano leggermente le future possibilità di risparmio; si stabilizzano invece le attese sulla situazione del mercato del lavoro. I consumatori esprimono infine maggiori preoccupazioni circa la dinamica dei prezzi, con il saldo che si attesta a 28, da 26 del mese precedente".

Dati sconfortanti anche dagli Stati Uniti. Dalle indagini rese note in questi giorni, emergono forti discese del clima di fiducia. Secondo il Conference Board, l’indice di aprile è giunto a 62,3 (da 65,9, di marzo) sui minimi degli ultimi cinque anni. In base agli studi dell’Università del Michigan, si evince che la fiducia è diminuita da 69,5 a 62,6, sui livelli più bassi degli ultimi ventisei anni. Il fattore che ha derminato la preoccupazione dei consumatori USA è la situazione finanziaria personale, drasticamente deteriorata a causa dei prezzi crescenti di petrolio e alimenti e del "crollo" di redditi e valore delle abitazioni.

 

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