CONSUMI. Isae, fiducia dei consumatori in aumento, Federconsumatori e Adusbef: “Dati inverosimili”

A novembre la fiducia dei consumatori è tornata a crescere, di oltre un punto: da 111,7 a 112,8. Sono i dati diffusi oggi dall’Isae che registra, in particolare, un miglioramento delle opinioni presenti e prospettiche sulla situazione economica del paese. Immediata la reazione di disaccordo ai dati Isae, da parte di Federconsumatori e Adusbef. "Che i dati relativi alla fiducia dei consumatori diffusi dall’Isae fossero del tutto inverosimili, ormai, lo denunciamo da tempo, oggi, però, questo appare ancora più evidente – si legge in una nota delle Associaizoni – A smentire nettamente la crescita della fiducia non sono solo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che già aveva prospettato, per il 2009, un calo dei consumi nell’ordine del -2,5-3%, ed addirittura -4% per le famiglie a reddito fisso; ma un’ulteriore conferma giunge dalle rilevazioni dell’Istat sulle vendite al dettaglio che, a settembre, hanno registrato un calo dello 0,1% rispetto al mese precedente".

Secondo Federconsumatori e Adusbef è particolarmente preoccupante la contrazione dei consumi alimentari (-1,7% nei primi 9 mesi del 2009 secondo l’Istat), che, per le sue caratteristiche, è tradizionalmente considerato anelastico. "Il calo delle vendite anche in questo comparto denota una profonda difficoltà delle famiglie, ed un peggioramento delle loro condizioni di vita, specialmente per quanto riguarda le famiglie meno abbienti. Ad aggravare ulteriormente tale situazione, poi, contribuisce la consapevolezza che l’onda lunga degli effetti della crisi (cassa integrazione, licenziamenti, chiusura degli esercizi) deve ancora dispiegare tutti i suoi effetti negativi".

"Altro che crescita della fiducia! – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Alla luce di tale situazione si rendono sempre più urgenti gli interventi immediati che sollecitiamo da tempo:

  • una detassazione della tredicesima mensilità;
  • una apertura anticipata dei saldi invernali, con una riduzione dei prezzi di almeno il 20%.

Queste misure urgenti, poi, dovranno tradursi in manovre strutturali sul versante della domanda di mercato, in particolare in direzione di una detassazione del reddito fisso ed un sostegno a precari e disoccupati. Si tratta di operazioni indispensabili per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie e rimettere in moto l’economia, in assenza delle quali, quello che si prospetta, sarà un Natale "surgelato" nel vero senso della parola, con previsioni di un calo dei consumi del -30-35%".

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