CONSUMI. Istat: a marzo giù fiducia dei consumatori. La valutazione delle AACC

In flessione l’indicatore sul clima economico del paese, riduzione contenuta per quello sulla situazione economica personale; giù gli indici relativi alla situazione corrente e alle prospettive per il futuro; peggioramento per le valutazioni sull’andamento della disoccupazione e sulle opportunità di risparmio. Risultato: a marzo l’indice del clima di fiducia dei consumatori è in discesa (da 106,3 di febbraio a 105,2).

È quanto rileva oggi l’Istat, che sottolinea come peggiorino leggermente le previsioni sulla situazione economica del paese, sul bilancio familiare e le valutazioni sul mercato dei beni durevoli. Riguardo ai prezzi, i giudizi dei consumatori sulla dinamica degli ultimi 12 mesi indicano una accelerazione e le attese sull’evoluzione futura sono orientate a una ulteriore risalita.

La flessione del clima di fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale è però diffusa in maniera disomogenea sul territorio: il calo è particolarmente marcato nel Nord-ovest del paese e moderato nel Mezzogiorno e nel Centro. Nel Nord-est, invece, l’indice è invariato.

La valutazione dell’Istat è così accolta da Federconsumatori e Adusbef: "Purtroppo, non ci sorprende affatto il calo della fiducia dei consumatori rilevato questo mese dall’Istat", dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

"Semmai – proseguono le due associazioni – siamo piacevolmente sorpresi del fatto che, finalmente, si torni a diffondere dati sulla reale situazione del Paese, senza dare spazio alle mistificazioni ed all’ottimismo di chi vorrebbe farci credere che vada tutto nel migliore dei modi.
Sfortunatamente così non è, se ne rendono conto bene le famiglie, costrette a tagliare i consumi persino nel settore alimentare. Secondo quanto rilevato dall’Istat diminuisce la fiducia relativa non solo alla situazione attuale, ma anche quella relativa alle prospettive future. Una tendenza confermata anche dal minore ricorso all’indebitamento da parte degli italiani: nel 2010 il credito al consumo ha registrato una contrazione del -5,3%". La priorità del Governo, ribadiscono Federconsumatori e Adusbef, deve essere il rilancio del potere d’acquisto delle famiglie.

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