CONSUMI. Istat: acqua, in leggero calo consumo di minerale

Gli italiani e l’acqua: aumenta il consumo di acqua potabile per abitante, si stempera un po’ la diffidenza nei confronti dell’acqua di rubinetto e diminuisce lentamente l’acquisto di acqua minerale. Sono alcuni dei dati principali che emergono dal focus sull’acqua realizzato dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 22 marzo.

Nel 2009 il 63,4% delle famiglie italiane ha acquistato acqua minerale, percentuale che risulta in calo rispetto agli anni precedenti: si attestava infatti al 67,6% nel 2000 e al 64,2% nel 2008. Per acquistare acqua minerale, le famiglie spendono in media quasi 20 euro al mese (19,71 euro mensili), una cifra in leggero calo rispetto a quella sostenuta nel 2008, quando ammontava a oltre 21 euro.

Nel 2008, afferma ancora l’Istat nel suo report, in Italia sono stati erogati 92,5 m3 di acqua potabile per abitante, con un incremento dell’1,2% negli ultimi dieci anni. Tale valore è costituito dall’acqua consumata, misurata ai contatori dei singoli utenti, e dalla stima dell’acqua non misurata, ma consumata per diversi usi (luoghi pubblici, fontane, acque di lavaggio delle strade, innaffiamento di verde pubblico, ecc.).

La distribuzione varia a livello territoriale: l’ erogazione di acqua potabile è maggiore al Nord, minore nel Mezzogiorno. In particolare, "con 107,1 m3 per abitante, il Nord-ovest è la ripartizione geografica in cui si rileva una maggiore erogazione di acqua potabile pro-capite da parte della rete comunale di distribuzione, circa 15 m3 in più rispetto al dato nazionale. Il Centro presenta un valore di 96,0 m3 per abitante, lievemente più alto del valore nazionale, con valori regionali compresi tra i 68,5 m3 per abitante dell’Umbria e i 111,3 del Lazio. Il Mezzogiorno è l’area geografica con la minore erogazione di acqua potabile: il volume annuo di acqua erogata per abitante è pari a 80,6 m3 e risente, anche in questo caso, di una forte variabilità regionale, con un valore massimo di 99,2 m3 in Calabria e uno minimo in Puglia, con 63,5 m3".

Considerando i consumi pro capite nei 27 paesi dell’Unione Europea per il periodo 1996-2007, l’Italia, con consumi intorno ai 92 m3 annui per abitante, presenta valori superiori alla media europea, pari a 85 m3 annui per abitante.

Nel 2010 il 10,8% delle famiglie lamenta irregolarità nell’erogazione dell’acqua, con percentuali più elevate soprattutto in Calabria e in Sicilia (rispettivamente 33,4% e 28,3%: nel Mezzogiorno, il problema è segnalato dal 18,7% delle famiglie).

È ancora presente diffidenza nel bere acqua di rubinetto: "Il 32,8% delle famiglie ha al suo interno uno o più componenti che dichiarano di non fidarsi a berla – scrive l’Istat – Tale fenomeno raggiunge i livelli più elevati in Sicilia (64,2%), Calabria (52%) e Sardegna (49,8%). Sia il giudizio negativo delle famiglie sull’erogazione di acqua sia la diffidenza nel bere acqua di rubinetto hanno mostrato un cambiamento in positivo negli ultimi dieci anni. Le famiglie con un giudizio negativo sull’erogazione passano, infatti, dal 16,2% nel 2001 al 10,8% nel 2010. Anche le famiglie che annoverano al proprio interno uno o più membri che non si fidano a bere acqua di rubinetto diminuiscono dal 42% nel 2001 al 32,8% nel 2010".

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