CONSUMI. Istat, vendite in calo dello 0,4%. Consumatori: “Intervenire a sostegno delle famiglie”

Consumi in calo nel mese di giugno. L’Istat ha registrato una diminuzione dello 0,4% rispetto al mese di maggio delle vendite al dettaglio. Valori negativi sia per la vendita di prodotti alimentari che per quella di prodotti non alimentari (rispettivamente – 0,1 e – 0,5%). In media negli ultimi tre mesi (periodo aprile-giugno) l’indice del valore del totale delle vendite al dettaglio ha segnato una diminuzione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

"Facendo seguito alle sue parole, il Ministro Tremonti, dopo i dati resi noti oggi dall’Istat relativamente ai consumi di giugno, che noi paventiamo si possano assestare a un -2,5% nel 2009 (pari ad una minor circolazione di oltre 20 miliardi di euro nel mercato) passi dalle parole ai fatti, mettendo le mani al portafoglio – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef.

"Alla luce del pessimo andamento economico, delle disastrose previsioni sul PIL, a cui si aggiungono le pesantissime ricadute per l’aumento di cassa integrazione e licenziamenti (che produrranno minori entrate di 580 euro annui a famiglia, ed addirittura di circa 980 euro annui per le famiglie a reddito fisso), è indispensabile intervenire con una manovra concreta a sostegno delle famiglie".

"In particolare – suggeriscono Trefiletti e Lannutti – bisogna agire, come da tempo richiediamo, sul versante della domanda di mercato, per rilanciare l’economia:

  • detassando le famiglie a reddito fisso, ed esclusivamente del reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1200 euro annui;
  • restituendo, come era stato promesso, il fiscal drag;
  • l’assegnazione di sostegni per i disoccupati e per i lavoratori precari che perdono la propria occupazione.

Ma, oltre a questi interventi improrogabili, è necessario agire anche prevedendo un serio piano di controlli e verifiche su prezzi e tariffe. Di fronte al preoccupante e continuo calo dei consumi, anche di quelli alimentari, infatti – concludono i presidenti delle due Associazioni dei consumatori – i prezzi di alcuni prodotti di largo consumo proseguono, inspiegabilmente, a registrare aumenti del tutto ingiustificati (un esempio lampante è quello della pasta: +7% a fronte di una diminuzione del grano del -36%). Tali aumenti contribuiranno ad incrementare le già pesanti ricadute di 564 euro che le famiglie si trascinano dietro, solo per i prodotti alimentari, dal 2008".

 

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