CONSUMI. Lombardia, Como è la città dove fare la spesa a prezzi più convenienti

Da un’analisi della composizione di un "carrello della spesa" contenente 20 prodotti di uso quotidiano (pane, pasta, caffè, etc.), negli ultimi sei mesi i prezzi sono cresciuti del 2,3% in Italia e del 3% in Lombardia, che in termini pratici significa un esborso a causa del caro-vita di 46 euro in più all’anno su scala nazionale e 61 euro all’anno in Lombardia.

A sorpresa, la spesa in Lombardia conviene però farla a Como, dove i prezzi saranno sì aumentati, ma restano comunque più bassi di quelli praticati negli altri capoluoghi di Provincia. Lo sostiene una rilevazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza – con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza – che ha preso in considerazione un paniere di prodotti, in gran parte alimentari, tra cui pane, pasta, acqua minerale, bistecca, pollo, biscotti, yogurt, latte, riso, uova, prosciutto crudo, ma anche detersivo per piatti, shampoo e dentifricio.

Secondo l’ente camerale brianzolo, tra l’aprile e l’ottobre scorsi il conto per riempire il carrello con questi prodotti è aumentato in media del 3% in Lombardia (contro il +2,3% in Italia), ma i rincari più contenuti sono stati registrati a Como (+2,7%), quelli più elevati a Bergamo (+5%).

Percentuali che, tradotte in moneta contante, significano un maggiore aggravio per le famiglie di 53 euro all’anno in riva al lago di Como e di 93 a Bergamo. Como, però, ha subito i più consistenti rincari sul fronte dei biscotti (+17%) e del riso (+14%), mentre Varese spicca per la pasta troppo costosa (+18%).

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