CONSUMI. Milano: ActionAid lancia “Operazione fame” contro biocarburanti

Per indurre i cittadini a una riflessione sull’importanza del consumo razionale delle risorse energetiche, ActionAid – l’organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla povertà – ha lanciato ieri a Milano l’iniziativa ‘Il pieno a stomaco vuoto’, inserita nella campagna ‘Operazione Fame’, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un consumo razionale dei biocarburanti.

‘Combatti insieme a noi i biocarburanti, il loro uso produce solo fame’: è questo lo slogan di ActionAid per invitare gli automobilisti che usano per le loro macchine i biocarburanti, a riflettere sul legame che questi hanno con la crisi alimentare nel mondo. Secondo l’associazione infatti, per produrre 50 litri di etanolo sono necessari 134,5 chili di mais, l’equivalente necessario per sfamare un bambino per un intero anno.

"Sui biocarburanti, governi, aziende e media non forniscono una corretta informazione e soprattutto viene fatta poca informazione sulle alternative", spiega ActionAid in una nota: secondo l’associazione infatti, la soluzione ancora una volta, sta nell’utilizzo dei trasporti pubblici delle biciclette e di politiche pubbliche più attente alla mobilità.

Nell’ambito della campagna ‘Operazione Fame’, ActionAid ha lanciato così ieri un’azione pubblica a livello europeo: un ‘pesce d’aprile’ in piazzale Cadorna, a Milano dove è stato aperto il primo distributore di biocarburanti per invitare i passanti a fare un ‘pieno di fame’. L’evento ‘Il pieno a stomaco vuoto’ prevedeva infatti un rifornimento gratuito di benzina alle prime 100 persone che si presentavano in piazzale Cadorna con una tanica.

Lo sviluppo del mercato dei biocarburanti è ritenuto infatti da ActionAid una delle principali cause dell’incremento del numero di affamati nel mondo, che ormai supera il miliardo di persone. Secondo l’organizzazione, "la coltivazione di biocarburanti entra in competizione con l’agricoltura tradizionale con il conseguente aumento dei prezzi degli alimenti".

Inoltre, sottolinea ActionAid, per disporre di più terra coltivabile "spesso si espropriano i campi delle popolazioni locali e si distruggono le foreste. La minima riduzione delle emissioni nocive garantita da questo tipo di carburanti quindi non riesce a compensare il loro gravissimo impatto sugli equilibri del pianeta".

"Per questo – conclude ActionAid – ‘Il pieno a stomaco vuoto’ vuole essere un modo per informare le persone e dare loro maggiore consapevolezza verso un consumo critico e responsabile e a riflettere sulle conseguenze che i comportamenti individuali possono avere sulla vita delle persone che vivono nei paesi più poveri del Sud del mondo".

di Flora Cappelluti

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