CONSUMI. Newsletter Labsus: si entra nel secolo del consumo collaborativo

Dal consumo eccessivo si sta passando a un consumo collaborativo, nel quale è importante l’accesso ai benefici dei prodotti piuttosto che il loro possesso. "Fondate sulla tecnologia peer-to-peer, queste nuove forme di consumo producono un cambiamento non solo in ciò che si consuma, ma in come si consuma". È quanto si legge in un approfondimento sul "collaborative consumption", presente nella newsletter odierna di Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà.

Nel suo articolo, Maria Cristina Marchetti scrive: "Non mancano esempi interessanti di questa nuova tendenza. Frecycle è un network mondiale composto da 4.917 gruppi con 8.159,387 membri che si basa sull’idea che ogni oggetto possa essere riciclato e ciò che non è più utile a qualcuno può esserlo per altri. È così sorta una rete di scambio di oggetti al fine di evitare che finiscano in una discarica prima che sia terminato il loro ciclo di vita. Allo stesso modo Airbnb è un network globale che offre soggiorni in case messe a disposizione da gente del posto a prezzi competitivi". Lo stesso sistema vale per il car sharing come per l’agricoltura, afferma l’autrice, che rileva come "si tratta di una cultura della dematerializzazione, rivolta ad una nuova generazione che non vuole il prodotto, ma i benefici che se ne traggono".

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