CONSUMI. Provincia di Roma: disagio economico per il 30% della popolazione

Un quinto delle famiglie che vivono a Roma e in provincia ha ridotto nell’ultimo anno la spesa per generi alimentari e bevande, mentre più del 20% ha dovuto fare tagli alla spesa destinata a sanità, trasporti e istruzione. C’è un’area di disagio economico che tocca il 30-32% della popolazione del territorio che a fatica riesce a far quadrare i conti. È quanto emerge dall’indagine "Consumi e consumatori dentro la crisi", realizzata dalla Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche del Personale, Tutela dei Consumatori e Lotta all’Usura, in collaborazione con l’Università Roma Tre – Facoltà di Economia "Federico Caffè".

L’indagine intende capire come sia variata la spesa per categorie di consumo. Ebbene, "emerge – si legge sul sito della Provincia di Roma – un’area di disagio economico che tocca il 30-32% della popolazione del territorio, la quale dichiara, in riferimento alle spese sostenute negli ultimi 12 mesi, di riuscire a "quadrare appena il bilancio" e di essere stata costretta a contrarre debiti o a prelevare i propri risparmi per far fronte alla vita quotidiana. In questo quadro, gli abitanti del provincia sembrano resistere meglio alla crisi rispetto agli abitanti di Roma. Le famiglie con donne capofamiglia sembrano lievemente più colpite. La fascia di età più fragile è risultata quella tra i 46 e i 65 anni. I disoccupati sono la categoria più toccata mentre, tra coloro che lavorano, i lavoratori autonomi sono penalizzati di più rispetto ai lavoratori dipendenti. Il disagio colpisce in modo più marcato le famiglie con figli, mentre le coppie senza figli, e in misura minore i single sembrano resistere meglio".

Le spese fisse per abitazione, affitto, condominio sono le più difficilmente contraibili. Il 56% delle famiglie le ha mantenute costanti mentre il numero di quelle che le hanno aumentate, il 23,62%, è maggiore rispetto a quelle che sono riuscite a diminuirla, 20,38%. Esiste un problema abitativo e di tariffe. Si taglia più facilmente su viaggi e vacanze, abbigliamento e abbonamenti pay tv, mentre la spesa per manifestazioni culturali, apparecchiature tecnologiche e manutenzione della casa, sebbene percepita come non strettamente necessaria, sembra essere stata sacrificata da una quota di famiglie sensibilmente minore di quanto non sia avvenuto per viaggi e abbigliamento. Le spese sanitarie, per generi alimentari, istruzione, comunicazioni e trasporti sono invece fra quelle meno ridotte perché plausibilmente percepite come essenziali.

Preoccupanti sono le dimensioni assunte dal fenomeno dell’indebitamento delle famiglie. Circa il 30% del campione ha infatti dichiarato di essersi indebitato nell’ultimo anno, un fenomeno che sembra emergere in modo più rilevante rispetto al resto d’Italia. Fra le fonti di finanziamento, c’è un 39,24% del campione che ha indicato parenti e amici. Ma si registra la presenza di un 7,62% di famiglie che ha indicato una inquietante modalità "Altro".

Comments are closed.