CONSUMI. Rapporto Confcommercio, Coldiretti: ridurre forbice prezzi per rilanciarli

Per rilanciare i consumi occorre intervenire riducendo la forbice dei prezzi tra produzione e consumo. E’ quanto propone la Coldiretti nel commentare la frenata dei consumi che investe soprattutto i prodotti alimentari secondo Confcommercio. Secondo un studio della confederazione dei circa 467 Euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 Euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole. Una tendenza che – precisa la Coldiretti – tende ad accentuarsi nel tempo con i prezzi che aumentano in media del 400 per cento dal campo alla tavola.

Secondo gli agricoltori la responsabilità degli aumenti viene attribuita da due italiani su tre ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66 per cento) ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37 per cento) mentre sono del tutto scagionati gli agricoltori. Gli italiani temono per il mancato governo della situazione e addirittura il 37 per cento arriva a chiedere – sottolinea la Coldiretti – un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli alimenti dimostrando di gradire la decisione del Comune di Milano sul prezzo della michetta.

Questo significa che è necessario lavorare per rendere piu’ trasparente e diretto il percorso del prodotto con l’etichetta di provenienza, ma che è anche necessario intervenire – continua la Coldiretti – sulle filiere inefficienti che perdono valore senza ritardare le necessarie ristrutturazioni.

Comments are closed.