CONSUMI. Rapporto Unioncamere: 56% italiani mantiene sue abitudini nonostante crisi

Questa mattina Unioncamere ha presentato il Rapporto 2008. Il dato che racchiude tutte le analisi contenute nel lavoro è il seguente: i fondamentali del nostro sistema economico sono solidi pur in presenza di una congiuntura molto difficile. "Cautela nell’espressione congiuntura negativa", è quanto chiede il presidente Mondello che aggiunge: "C’è ma non è così forte come invece indicano alcuni economisti che, tra l’altro, non sono riusciti a prevedere con un certo anticipo la crisi economica che stiamo vivendo".

Il Rapporto analizza diversi settori della vita economica del nostro Paese: si va dal sistema imprenditoriale, al mercato del lavoro, alle infrastrutture e all’immigrazione. Un capitolo a parte è dedicato ai consumi delle famiglie e ai comportamenti di acquisto delle stesse. Ed è su questo aspetto che mi soffermo. Da un’indagine curata da Unioncamere agli inizi del 2009 appare che il 60% degli intervistati ha risparmiato meno del 3% del proprio reddito: una condizione che Unioncamere ha definito inusuale per il nostro Paese che è stato sempre "conservatore". Circa un terzo delle famiglie percepisce di aver acquistato di meno e più di una su dieci denuncia una diminuzione dei consumi pari ad almeno il 15%. Ma le cattive notizie, per dire, non finiscono qui. Infatti per circa la metà delle famiglie prese a campione il risultato del 2008 rappresenta un significativo peggioramento rispetto agli esiti dell’anno precedente: solo il 56%, infatti, dichiara di non aver modificato nell’anno trascorso i suoi comportamenti d’acquisto riferiti in particolar modo al luogo dove effettuare gli acquisti. Dunque in molti hanno cambiato indirizzandosi verso iper e super e, perché no, verso i discount. Le famiglie hanno risparmiato e scegliendo cosa non comprare hanno optato, come è ovvio, sul non alimentare.

di Valentina Corvino

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