CONSUMI. Saldi, AACC: “Sono andati male”

"Non era necessario essere geni della statistica per prevedere che i saldi sarebbero andati male, così come le vendite natalizie e come più in generale il totale delle vendite, come peraltro aveva previsto l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori": è quanto afferma Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, tracciando un bilancio negativo dell’andamento dei saldi invernali.

Vendite sulle quali si erano concentrate le speranze di rilancio dei consumi. Alla partenza dei saldi, le previsioni erano incerte: secondo un sondaggio Confcommercio-Format ricerche di mercato si prevedeva un 72% di italiani alla ricerca di acquisti scontati, anche se con un calo delle griffe e una spesa media inferiore ai 200 euro per oltre la metà del campione. I Consumatori sonosempre stati cauti: l’Adoc stimava una flessione del 7% nelle vendite, Federconsumatori e Adusbef affermavano che solo il 45% delle famiglie si sarebbe permesso acquisti in saldo, Adiconsum riteneva gli stessi saldi "anacronistici" perché spesso anticipati da varie forme di promozioni, liquidazioni e da una "stagione sommersa pre-saldi".

Secondo Federconsumatori, i saldi sono andati male come sta andando male l’intero Paese. "Con un potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, ridotto ai minimi termini (meno 9,6% negli ultimi tre anni)" e con la "diminuzione dell’indebitamento da credito al consumo per il secondo anno consecutivo (meno 11 % nel 2009 e meno 4% nel 2010), che cosa ci si aspettava? Solo qualche mistificatore annidato nel Governo, poteva sostenere che tutto andava bene e che le altre e reali analisi della realtà, erano dovute ad allarmismi e catastrofismi".

Per Federconsumatori, "è più che mai necessario che il Paese si doti di una politica economica che dia una svolta alla situazione che in assenza di ciò porterà a chiudere l’anno in corso e il prossimo con striminzite percentuali di Pil (dall’0,9 all’1%) che aggraveranno ancora di più il mercato e l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Ma per fare ciò sono necessarie due o tre interventi urgenti, (investimenti nei settori innovativi- detassazione reddito fisso- reperimento risorse attraverso tassazione rendite e grandi patrimoni- tassa solidaristica su alti redditi) ed un clima collaborativo che oggi francamente non esiste".

Anche le rilevazioni dell’Adoc segnalano saldi con andamento "peggiore del previsto", con un calo complessivo del 18% e l’emergere del fenomeno dei saldi online, che permettono sconti anche fino al 50%. Spiega il presidente Adoc Carlo Pileri: "I saldi stanno andando malissimo, peggio del previsto, il calo delle vendite è pari al 18%, con una diminuzione della spesa pari al 12% rispetto allo scorso anno, per un totale di appena 110 euro a persona. Male soprattutto le calzature, che segnano un meno 23% e l’abbigliamento di bassa qualità (meno 30%). Mentre l’abbigliamento di alta qualità segna un, seppure minimo, rialzo del 2% delle vendite, in crescita del 4% l’abbigliamento sportivo, grazie soprattutto alla stagione sciistica, con gli accessori come guanti e cappelli". Per l’associazione, i saldi pagano il fatto che iniziano con il nuovo anno e non, come accade in altri paesi, a ridosso o subito dopo le festività natalizie.

Emerge però il fenomeno dell’online, che coinvolge un consumatore su tre. Commenta Pileri: "Nella fascia d’età dai 18 ai 40 anni stiamo registrando un incremento degli acquisti di capi d’abbigliamento online, uno su tre compra sul web, in rete esistono negozi virtuali che offrono sconti anche fino al 50% su prodotti di qualità e non, con la possibilità di cambiare i prodotti senza spese aggiuntive. Un’opportunità di risparmio e un nuovo modo di acquistare che si sta consolidando sempre di più tra gli internauti italiani."

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