CONSUMI. Silb-Fipe: discoteche e bar, cambia il mondo della notte. E non è solo per giovani

Il mondo delle notte lentamente cambia pelle: c’è un’offerta differenziata che vede da un lato i locali "bar", scelti per la voglia di socializzare e la qualità del cibo, dall’altra i locali "disco". Ma "cominciamo lentamente a crescere i locali "ibridi" che si pongono l’obiettivo di soddisfare bisogni diversi (apertivi, cena, musica dal vivo, ballare, mostre, eventi). I locali multifunzionali non sono un fenomeno nuovo e comunque sono ancora in minoranza , ma sembrano corrispondere sempre di più alla serata ideale". È quanto emerge da una ricerca dell’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo (Silb-Fipe) presentata a Sapore 2011, la mostra internazionale dell’alimentazione della Fiera di Rimini che si chiude oggi.

Sta dunque cambiando l’offerta di intrattenimento serale. Che non riguarda solo i giovanissimi. Il mondo della notte, fra bar, disco-bar, pub, discoteche, night club, conta circa 17 mila locali con un volume d’affari di miliardi di euro e 120 mila occupati. In Italia circa il 43% di un campione rappresentativo di italiani dai 18 ai 64 anni dichiara di aver frequentato, nell’ultimo mese, almeno un locale per l’aperitivo serale o per la cena o per la serata /notte (Fonte STP, GFK Eurisko luglio 2010, campione di 1250 individui). Fra le persone di età compresa fra 18 e 44 anni tale dato sale al 54%, e sale ancora al 69% fra i giovanissimi (18-24 anni).

"Gli imprenditori del mondo della notte – ha detto il presidente Silb, Maurizio Pasca – riescono a capire in anticipo qual è l’offerta di maggiore richiamo. Il vecchio schema secondo il quale si migrava dal bar per l’aperitivo al ristorante per mangiare e in discoteca per concludere la serata è stato sostituito da un nuovo modo di vivere bene e in sicurezza la notte. Le stesse discoteche riducono le piste da ballo per far spazio alla zona bar e salotti; il tutto alla ricerca ossessiva della qualità nell’offrire uno svago salutare".

Ci sono dei cambiamenti nei "tempi" della notte: la serata finisce un po’ prima, si frequenta un numero inferiore di locali rispetto al passato nella stessa serata e diminuiscono le consumazioni alcoliche. Tutto questo, rileva la ricerca, a causa probabilmente della crisi economica, dei controlli del tasso alcolemico, e di una maggiore attenzione al benessere da parte da alcuni segmenti di clientela come quelli più maturi o i giovani "controllati". "Le notti trasgressive non mancano, – rileva la ricerca – ma sono concentrate in zone precise: rave party, feste private, punti di aggregazione privi di controlli".

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