CONSUMI. Unioncamere: “Caro spesa rallenta vendite della grande distribuzione”

L’aumento del costo della spesa si ripercuote anche su vendite e fatturato di iper e supermercati. Lo denuncia il centro Studi di Unioncamere, che nel bollettino "Vendite flash" ha monitorato il giro d’affari della grande distribuzione nazionale. Nel primo bimestre 2006, il fatturato dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, della persona e della casa) registra un aumento inferiore rispetto alla fine dello scorso anno (+2.1% a fronte del +3.6% dell’ultimo bimestre del 2005), analogamente ai volumi di vendita (+1.2% a fronte del +3.3% di novembre-dicembre scorsi). Secondo Unioncamere probabilmente ciò dipende dall’ulteriore incremento del costo della spesa, dopo quello registrato nell’ultimo bimestre del 2005 (+0.9% a gennaio-febbraio 2006 contro il +0.3% nel VI bimestre 2005).

Nei primi due mesi dell’anno il percorso di crescita del costo della spesa iniziato alla fine dello scorso anno, investendo tutti i reparti del Largo Consumo Confezionato. Nel comparto non alimentare del Largo Consumo Confezionato i prodotti per la cura della persona si attestano per la prima volta su dati positivi, con una variazione tendenziale del + 0.4%. Nell’ambito degli alimentari, a crescere meno sono i prezzi dei prodotti freschi (+0.2% rispetto allo scorso anno), mentre l’indice riferito al reparto del freddo continua a diminuire sino all’1.8% nel bimestre di riferimento. Le bevande registrano un incremento dell’1.2% anno su anno, mentre i prodotti della drogheria alimentare sperimentano un tasso di sviluppo superiore all’1,5%. Infine i prodotti per la cura degli animali, che realizzano un incremento dell’1.5% rispetto al primo bimestre 2005.

Sul territorio nazionale si indicano dati differenziati. Nel Sud Italia, in Calabria si registra una crescita tendenziale superiore al 6% e la Campania si posiziona di poco al di sopra della media nazionale (+2.3%), invece in Puglia e Sicilia il giro d’affari diminuisce complessivamente di circa mezzo punto percentuale, mentre la Sardegna ha subito un calo delle vendite del 5%. Il fatturato riscontrato nel Centro è sostenuto dalle performance di Umbria e Lazio (5% e 4.2% su base tendenziale). Seguono le Marche, in cui il tasso di crescita è vicino al 3%. Completa il quadro la Toscana, la cui decelerazione appare più importante. Nel Nord-Est, Veneto ed Emilia-Romagna presentano incrementi tendenziali pari all’1.5% e al 2.8%. Il giro d’affari del Trentino Alto Adige riporta un tasso di crescita inferiore al mezzo punto percentuale, la tendenza del Nord-ovest è sostenuta dal Piemonte, il cui fatturato cresce del 2.1% negli ultimi dodici mesi, mentre in Lombardia e Liguria l’aumento è di poco inferiore all’1% anno su anno. "Nel medio periodo la Campania – secondo indagine Unioncamere – conduce ancora una volta la classifica regionale, crescendo, rispetto all’anno base 2001, del 47.4%. Seguono Calabria e Lazio che in cinque anni registrano un incremento superiore al 35%. La classifica regionale di medio periodo è chiusa nuovamente dal Trentino Alto Adige, il cui indice di fatturato a rete corrente si attesta a 108.9".

 

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