CONSUMI. Uova di Pasqua e colombe, Cia: prezzi in su fino al 12%

Non sarà una Pasqua amara – in fondo, chi si negherà mai un po’ di cioccolata? – ma di certo i dolci più diffusi della festa, uova e colomba, si piazzano all’insegna del rincaro rispetto al 2010: per le uova di cioccolato commerciali l’aumento di prezzo è compreso fra il 5% e il 7% ma può arrivare al 12% per quelle di marca; per le colombe, i rincari sono compresi nella media del 5%, che diventa più 8% per i prodotti artigianali.

È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, per la quale "i listini dei prezzi hanno subito un’impennata non indifferente rispetto al 2010. Colpa dei rincari su scala mondiale di cacao e zucchero, ma anche del "caro-gasolio" che incide sui costi di trasporto che per l’80% avvengono su gomma".

Ecco dunque i listini prezzo di fronte ai quali possono trovarsi i consumatori: "Per le uova di Pasqua "commerciali" – spiega la Cia – si va da un minimo di 3 euro per gli ovetti di cioccolato a un massimo di 20 euro per le uova fino a 250 grammi. L’aumento di prezzo, rispetto all’anno scorso, è compreso tra il 5 e il 7%, ma può arrivare fino al 12% per quelle di marca. Ovviamente rivolgersi ai discount riduce notevolmente la spesa: comprare uova "low-cost" senza marchio può ridurre la spesa fino al 35% rispetto ai negozi al dettaglio".

Le uova di Pasqua artigianali possono costare intorno ai 20-25 euro arrivando però anche quota 100 euro se si passa alla dicitura ‘cioccolato finissimo’ o ‘extra’ o se si vuole personalizzarle. In questo caso l’incremento annuo gira intorno al 10%. Non va meglio per la colomba pasquale: quella "commerciale" va dai 3,50 euro ai 9 euro per quella farcita, con un rialzo medio annuo del 5%, mentre le colombe artigianali oscillano dai 10 ai 30 euro, con un incremento dell’8% sul 2010.

In ogni caso, i consumi si annunciano stabili rispetto allo scorso anno. Secondo la Cia, verranno acquistati 42 milioni di uova di cioccolato e 35 milioni di colombe pasquali, per un giro d’affari complessivo che supera i 500 milioni di euro.

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