CONSUMI. Vendite al dettaglio in flessione (-1,8% annuo) a marzo 2006. Lo rileva l’Istat

Cala dell’1,8% l’indice generale del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio di marzo 2006 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat che in una nota precisa come tale risultato derivi da flessioni tendenziali che hanno riguardato sia le vendite di prodotti alimentari (meno 2,1 per cento) sia quelle di prodotti non alimentari (meno 1,7 per cento).

Per quanto riguarda i prodotti alimentari la flessione ha riguardato in particolare le imprese operanti su piccole superfici (-3,5%) rispetto alla grande distribuzione (-1,7%). Stessa tendenza per i prodotti alimentari per i quali la grande distribuzione registra invece valori positivi (+0,5%) mentre per le imprese più piccole la variazione è pari a – 2,1%. Per quanto riguarda le diverse forme di vendita della grande distribuzione di entrambe le due categorie di prodotti, nel mese di marzo 2006 si sono registrate variazioni tendenziali negative per i supermercati (meno 2,6 per cento), i grandi magazzini (meno 1,9 per cento) e gli altri specializzati (meno 1,6 per cento). Un aumento ha riguardato, invece, gli hard discount (più 3,2 per cento) e, in misura più contenuta, gli ipermercati (più 0,6 per cento).

Nel mese di marzo 2006 si sono registrate flessioni in tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di quello relativo ai prodotti farmaceutici dove si è rilevata una variazione positiva dello 0,5 per cento. Le diminuzioni più consistenti hanno riguardato i gruppi giochi, giocattoli sport e campeggio (meno 4,0 per cento), calzature, articoli in cuoio e da viaggio (meno 3,6 per cento), abbigliamento e pellicceria, e generi casalinghi durevoli e non durevoli (meno 2,4 per cento per entrambi).

Per maggiori informazioni visita il sito dell’Istat.

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