CONSUMI. Vendite al palo. La preoccupazione di Consumatori e Confesercenti

Le vendite al dettaglio a giugno sono diminuite dell’1,2% (dato grezzo) rispetto allo stesso mese del 2010 e dello 0,2% rispetto a maggio (dato destagionalizzato). Nella media del trimestre aprile-giugno 2011, l’indice ha registrato, rispetto ai tre mesi precedenti, una variazione negativa dello 0,1%. Lo rileva l’Istat aggiungendo che, nel confronto con maggio 2011 le vendite di prodotti alimentari registrano una variazione nulla e quelle di prodotti non alimentari diminuiscono dello 0,3%. Nel confronto con il mese di giugno 2010, invece, si registra una riduzione dello 0,3% per le vendite della grande distribuzione e dell’1,9% per quelle delle imprese operanti su piccole superfici.

"Il dato diffuso oggi dall’Istat continua ad essere sottostimato" commentano Rosario Trefiletti, Federconsumatori, e Elio Lannutti, Adusbef. Le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, calcolano una contrazione dei consumi nel 2011 del -1,5% (che rischia di dover essere aggiornata ulteriormente al ribasso) con una caduta della spesa delle famiglie di oltre 10 miliardi di Euro. "Questo andamento non solo testimonia la situazione di grave difficoltà delle famiglie, ma non fa altro che peggiorare la situazione economica complessiva, incidendo sulla produzione industriale, con preoccupanti effetti anche sull’andamento dell’occupazione e della cassa integrazione" aggiungono i Presidenti.

Trefiletti e Lannutti ritengono sia necessario "intervenire con misure adeguate e mirate, che non peggiorino una situazione già drammatica,come intende fare l’attuale manovra, ma che concentrino tutti gli sforzi nel tentativo di risollevarla attraverso una redistribuzione del reddito sulle fasce sociali che maggiormente alimentano la domanda di mercato, in particolar modo le famiglie a reddito fisso nonché incentivando gli investimenti per l’innovazione e lo sviluppo, indispensabili per la competitività e per il rilancio economico del Paese.

Per rivendicare misure coerenti con questi obiettivi Federconsumatori e Adusbef saranno in Piazza Montecitorio il 15 settembre, insieme a tutti i cittadini che sono stanchi di avere le "Tasche Vuote" e che sono stufi delle scelte di questo Governo che, in un modo o nell’altro, finiscono sempre per ricadere sulle loro spalle.

Confesercenti,, invece, sostiene che "le vendite alimentari al palo sono un segnale fortemente preoccupante che evidenzia in modo eloquente la disastrosa situazione dei consumi. Questo scenario fa a pugni con la riproposizione di aumenti dell’Iva che vanno scongiurati sia per l’oggi che per il domani".
"Ogni scelta di agire sulle entrate e sull’IVA in particolare è miope, perché si punta a fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei consumatori, si toccano record soffocanti per l’economia con l’aumento della pressione fiscale, come testimonia la Banca d’Italia, rinviando ancora una volta i tagli che coinvolgono la politica e l’attuale assetto istituzionale" conclude Confesercenti.

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