CONSUMI. Vendite in calo, Adiconsum chiede apertura Tavolo di confronto

I dati statistici sul calo delle vendite al dettaglio rilevate dall’Istat colgono solo in parte gli effetti deflagranti di un calo generalizzato dei consumi che attraversa il nostro Paese e che spinge sempre di più nelle fasce di povertà, migliaia di famiglie italiane. "Il calo dei consumi è la cartina di tornasole anche di un mutamento profondo delle abitudini al consumo degli italiani. Lo scontrino medio del carrello della spesa degli italiani si ridimensiona di mese in mese". Così Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum, commenta i dati diffusi ieri dall’Istat circa il calo delle vendite al dettaglio.

"La GDO – continua Giordano – regge il mercato perché ha un enorme potere contrattuale con le centrali di acquisto e con i produttori riuscendo ad ottenere prezzi convenienti che gli permettono di operare promozioni con sconti alla vendita fino al 50%".

Quanto all’incremento delle vendite negli hard discount, Giordano non ha dubbi: "Esso dimostra una crescente responsabilità ed un mutamento della "cultura del consumo" degli italiani che si focalizza sempre di più su prodotti, sia alimentari che tradizionali, con un buon rapporto qualità-prezzo". A dimostrazione della sua tesi l’Istat ha rilevato un boom delle vendite negli outlet dove si possono acquistare capi firmati con sconti che vanno dal 20 al 50%.

Adiconsum chiede al Ministro per lo Sviluppo Economico e a Mister Prezzi, un tavolo di concertazione tra Associazioni dei Consumatori, associazioni dei produttori e Associazioni della distribuzione organizzata e non (Confcommercio, Federdistribuzione, mondo Cooperativo, Confesercenti), al fine di evitare rincorse sui prezzi di prodotti essenziali determinate da competitività tra mondo produttivo e distributivo, con ricadute pesanti sul reddito dei consumatori.

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