CONSUMI. Videogiochi avanti tutta per gli europei. Ricerca Nielsen-ISFE

Videogiochi, che passione. Si classificano fra le principali attività ricreative degli europei, che dichiarano di trascorrere davanti ai games lo stesso tempo riservato a televisione, internet e amici. Si gioca per divertimento, per stimolare l’immaginazione e per riflettere. Si gioca in casa e spesso con i figli. Sono alcuni dei risultati della ricerca "Video Games in Europe 2008" realizzato da Nielsen Games per l’ISFE, International Software Federation of Europe, associazione internazionale che rappresenta gli interessi del settore del software interattivo.

In 15 paesi le persone fra 16 e 49 anni hanno dichiarato che trascorrono videogiocando circa lo stesso tempo che dedicano a guardare la televisione o a socializzare con amici e familiari. Così i videogiochi si classificano fra le principali attività ricreative degli europei: il 40% delle persone gioca da 6 a 14 ore alla settimana. Alla base c’è l’indicazione di divertimento, immaginazione e riflessione: il 72% delle persone gioca per divertimento, il 57% trova nei videogiochi un modo per stimolare l’immaginazione e il 45% afferma che il gioco li fa riflettere. Un forte incentivo è inoltre rappresentato dai giochi online con altre persone.

L’81% dei genitori che gioca, rileva l’indagine, lo fa con i propri figli e oltre la metà dei genitori-giocatori controlla il tipo di giochi praticati dai figli e le loro scelte di acquisto. Sull’altro fronte, il 48% di chi dichiara di non giocare indica come motivo la mancanza di tempo.

E il fatturato vola. Nel 2007 le vendite di software interattivo nei nove principali mercati europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e Finlandia) hanno raggiunto un livello stimato di 7,3 miliardi di euro considerando solo le vendite di software. Il fatturato dell’Italia è di 0,6 miliardi di euro preceduta da Gran Bretagna (2,3 miliardi di Euro), Francia (1,6 miliardi), Germania (1,4 miliardi) e Spagna (0,7 miliardi).

"I risultati della nostra ricerca confermano ciò che chi lavora nel settore considera un dato di fatto: i videogiochi occupano attualmente una posizione riconosciuta nella cultura dell’intrattenimento – ha commentato Jens Uwe Intat, Presidente dell’ISFE – Le persone che oggi si dedicano ai videogiochi appartengono a tutte le classi di età, sesso e nazionalità".

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