CONSUMI. Visa: a Milano QI di spesa molto alto

Secondo il risultato del test QI sullo shopping – condotto da Visa Europe nell’ambito dell’iniziativa ‘La Spesa Intelligente Visa’ – oltre la metà dei milanesi possiederebbe un quoziente di spesa intelligente molto alto. Dal test condotto, emerge infatti che il consumatore milanese tenderebbe a non lasciarsi tentare da acquisti impulsivi, ma preferisce confrontare i prezzi di vendita per assicurarsi la migliore offerta.

Emerge quindi una fotografia di "consumatore oculato" – probabilmente a causa del condizionamento indotto dalla crisi economica – in cui il 46% dei milanesi cerca di spendere il meno possibile, uno su due confronta i prezzi e comunque riesce a rimanere nel range di spesa stabilito, il 57% va alla ricerca di prodotti in promozione, mentre il 49% degli intervistati confessa di non privarsi della voglia di sperimentare l’acquisto di nuovi prodotti.

Ecco allora l’identikit dello shopper meneghino: fa volentieri acquisti online (ben sei su dieci fanno shopping su Internet, pari al 66%, e di questi la maggior parte si avvale di carte di credito per i pagamenti, ovvero circa il 50%), mentre tra i fattori che maggiormente infastidiscono i consumatori milanesi, gli intervistati hanno dichiarato una forte avversione per le code (37%), per i punti vendita iperaffollati (22%), per l’attesa dovuta alle persone che contano il denaro dato in resto alle casse (14%), anche se dall’analisi dei metodi di pagamento maggiormente utilizzati negli acquisti quotidiani emerge chiaramente che i contanti continuano a essere nettamente in testa alle modalità preferite (82%, mentre il 10% degli intervistati li considera un fattore di disturbo), seguiti dalla carta di credito (44%) e dal bancomat (30%) .

Le carte di credito sono poi maggiormente impiegate per gli acquisti nei supermercati e nei centri commerciali (51%), per l’acquisto di vestiti (53%), presso le agenzie viaggi (52%) ristoranti e pizzerie (46%) e per le ricariche del cellulare (42%). I contanti sono invece principalmente utilizzati tra edicole (83%), tabaccherie (56%) e farmacie (47%).

Interessante notare che per l’acquisto di biglietti per eventi sportivi le carte di credito vengono utilizzate nel 41% dei casi ( 27% contanti), mentre per comprare i ticket del cinema, concerti o spettacoli viene privilegiato il contante nel 45% dei casi ( 34% carte di credito). Il sondaggio inoltre rivela che il milanese preferisce il pagamento con carta di credito ai pedaggi autostradali – circa un milanese su due – confermando così ancora una volta una netta avversione alle code.

Infine, il sondaggio ha analizzato un tema naturalmente caro a Visa: le ragioni per cui i milanesi possessori di carta di pagamento (65% dei rispondenti) preferiscono la credit card al contante. E qui si scopre che la sicurezza, legata anche al fatto di girare con meno denaro nel portafoglio, rappresenta l’aspetto più apprezzato (45% degli intervistati). Questioni pratiche come l’occupazione di meno spazio nel portafoglio (16%) e la dilazione del debito al mese successivo (13%) sembrano invece essere fattori meno incisivi.

A guastare la festa potrebbe contribuire però una recente indagine dell’Antitrust, che punta il faro sulle carte di credito e su MasterCard. Sotto inchiesta, oltre al circuito, vi sono otto banche. L’istruttoria dovrà verificare se "abbiano posto in essere un insieme di intese restrittive della concorrenza".

Gli istituti sotto la lente dell’autorità garante sono Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, Icbpi (Istituto centrale delle banche popolari italiane), Unicredit. L’avvio del procedimento è stato notificato a inizio settimana alle parti interessate nel corso di alcune ispezioni eseguite in collaborazione con le unità speciali della Guardia di Finanza. Le indagini dovranno stabilire, in particolare, se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transazioni con carte di pagamento in Italia da parte di MasterCard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori.

MasterCard, presente sul mercato italiano con una quota significativa stimata intorno al 35-45% (circa 10-15 milioni di card in circolazione) in costante crescita (la quota, secondo il provvedimento, è "aumentata di circa il 1-5% tra 2006 e 2007, mentre il circuito Visa risulta avere un andamento decrescente…"), e prevede per ogni transazione, ossia per ogni acquisto di un singolo consumatore presso un negoziante, il pagamento di una commissione interbancaria nazionale (interchange fee), percepita dalla banca che ha emesso la carta e corrisposta dall’istituto di credito che gestisce i rapporti con i singoli esercenti.

 

di Flora Cappelluti

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