CONTRAFFAZIONE. Agropirateria, Cia: “La minaccia maggiore dalla Cina”

Il "tarocco" cinese minaccia le produzioni agroalimentari europee e italiane. La Cia ha infatti rilevato che, secondo le statistiche della Commissione Ue, il 72 per cento dei generi contraffatti e "pirata" provengono dal Paese asiatico. L’agropirateria provoca ogni anno un danno di 2,5 miliardi di euro alla nostra agricoltura.

Ma la minaccia non arriva solo dalla Cina. "Gli agroalimentari sequestrati provengono – afferma la confederazione – per il 14 per cento da Hong Kong, per il 4 per cento dal Taiwan, per il 2 per cento dalla Svizzera, Repubblica Araba, Siria, Turchia, Ucraina, e per l’1 per cento dalla Russia. Il rapporto della Commissione Ue evidenzia che il totale dei prodotti contraffatti e "pirata" sequestrati ammontano ad oltre 75 milioni di articoli: dai profumi ai medicinali, dai Cd ai Dvd, dai materiali elettrici all’abbigliamento, dagli orologi agli oggetti di bigiotteria.

I più colpiti sono i prodotti a denominazione d’origine, Dop e Igp, il cui peso economico nell’Unione europea è crescente. Nel 2005 il fatturato al consumo di questi prodotti è stato di 30 miliardi 560 milioni di euro, con un aumento del 2,8 per cento. L’Italia è, subito dopo la Francia, anche la più colpita dalla contraffazione, dai "falsi d’autore" dell’alimentazione. Ogni anno l’agricoltura italiana perde 2,5 miliardi di euro -precisa la Cia- a causa del crescente assalto, e non solo da parte della Cina, dell’agropirateria sui mercati internazionali: dai prosciutti all’olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli è un continuo di "falsi" che provocano danni rilevanti ai nostri Dop, Igp e Stg, che rappresentano invece la punta di diamante del made in Italy. La situazione è, quindi, di estrema gravità.

Non c’è più da stupirsi -rileva la Cia- nel ritrovare, anche attraverso internet, il Prosciutto di Parma, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano prodotti in Paesi come la Cina. Gli "agropirati" si camuffano dietro le sigle più strane e singolari: dal Parmesao (Brasile) al Regianito (Argentina), al Parma Ham (Usa), al Daniele Prosciutto & company (Usa), dall’Asiago del Wisconsin (Usa) alla Mozzarella Company di Dallas (Usa), dalla Tinboonzola (Australia), alla Cambozola (Germania, Austria e Belgio), al Danish Grana (Usa). Nel 2005, non a caso, sono triplicati i casi di sequestri di prodotti Dop e Igp contraffatti o falsificati effettuati alle dogane dei Paesi dell’Unione europea.

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