CONTRAFFAZIONE. Allarme Ue: nel 2006 sequestrati alla dogana 250 milioni di falsi (+234%)

BRUXELLES. La contraffazione e la pirateria continuano a rappresentare una crescente minaccia per l’Europa. A confermarlo sono le ultime statistiche doganali pubblicate dalla Commissione europea, dalle quali emerge che nel 2006 le autorità dell’Ue hanno sequestrato più di 250 milioni di articoli contraffatti con un incremento del 234% rispetto al 2005.

I 250 milioni prodotti pirata introdotti lo scorso anno nell’Ue sono soprattutto sigarette (61%, 156 milioni di pacchetti), vestiti e accessori (12% , 30 milioni), ma anche prodotti tecnologici di uso comune ( 4,7%, 11 milioni). La maggior parte dei casi di contraffazione riguarda attualmente gli articoli per il consumo domestico piuttosto che i beni di lusso.

A crescere è anche il fenomeno delle falsificazioni pericolose, cioè quelle riguardanti grandi quantità di medicinali, generi alimentari e altri beni, che possono causare seri danni alla salute dei consumatori.

Il numero dei medicinali contraffatti sequestrati alla dogana è aumentato del 380% rispetto al 2005. Per Bruxelles le ripercussioni sulla sicurezza e sulla salute dei consumatori sono incalcolabili. E continua ad aumentare l’utilizzo di Internet per la commercializzazione dei falsi (soprattutto nel caso del viagra). Le sfide che gli uffici doganali devono affrontare si fanno, quindi, sempre più complesse.

L’Aifa, agenzia italiana del farmaco, ha creato un gruppo che dovrà formare le forze dell’ordine, individuare le eventuali carenze normative e coordinare le istituzioni coinvolte. Il problema non è dovuto alla distribuzione tradizionale, ma ai canali paralleli, soprattutto informatici.

Buone notizie invece per il settore alimentare, delle bevande e dell’alcool, dove si è registrato una diminuzione del 77% e il volume della merce sequestrata rappresenta solo lo 0,5% del totale dei prodotti sequestrati alle dogane nel 2006.

"I cittadini europei sono minacciati da un’ondata invisibile di contraffazioni pericolose- ha commentato László Kovács, commissario responsabile della fiscalità e dell’unione doganale- e d è necessario individuare rapidamente le nuove vie e le modalità operative della contraffazione, in costante evoluzione, e fare tutto ciò che serve per proteggere la nostra salute, la sicurezza e l’economia".

L’85% dei prodotti contraffatti sequestrati arriva dalla Cina, il 4% della Malesia e il 2% degli Stati Uniti. Spesso però, segnala Bruxelles "l’elevata qualità dei prodotti falsificati rende impossibile l’identificazione se non con un’analisi tecnica".

Dall’avvio del Piano d’azione della Commissione per la lotta alla contraffazione e alla pirateria sono state intraprese le seguenti misure:

  • Nei maggiori porti e aeroporti europei le amministrazioni doganali hanno concluso delle azioni mirate.
  • E’ stata istituita una task-force anti-contraffazione composta da esperti delle dogane europee al fine di migliorare i controlli in tutta Europa e lavorare in stretta cooperazione con i titolari del diritto, con i settori industriali interessati e con gli esperti provenienti da paesi terzi.
  • E’ stato creato un gruppo di lavoro congiunto composto da imprese e dogane, per facilitare lo scambio di informazioni. In questo modo sarà possibile razionalizzare la trasmissione di dati tra i titolari del diritto e i porti e gli aeroporti Ue e scambiare informazioni sulle tendenze più recenti dei traffici.
  • Attraverso lo scambio di informazioni è stata ulteriormente rafforzata la cooperazione operativa con i paesi terzi, specialmente Cina e Stati Uniti.

In Italia la lotta alla contraffazione si è intensificata soprattutto da quando, a gennaio, grazie ad un accordo fra l’Ice – Istituto nazionale per il commercio con l’estero – ed il ministero del Commercio Internazionale, sono stati attivati in giro per il mondo 14 desk di assistenza legale anti-contraffazione. Sei dei 14 desk hanno sede in Cina e forniscono aiuto alle piccole e medie imprese, che spesso non hanno a disposizione gli strumenti delle grandi aziende per tutelarsi. Gli uffici lavorerano in collaborazione con l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, l’Ufficio italiano brevetti e marchi ed il Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre alla Cina, i desk sono stati situati a Taiwan, in India, Corea del Sud, Vietnam, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Russia, Stati Uniti e Brasile.

 

 

 

 

 

 

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