CONTRAFFAZIONE. Alto Commissario: ecco la proposta di legge inviata al Governo

91 articoli che disciplinano la lotta alla contraffazione e rafforzano la tutela dei diritti di proprietà industriale, frutto di un pacchetto di proposte di riforma della legislazione anticontraffazione prodotte nel corso del 2007: è la bozza di proposta di legge che l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione ha inviato all’attenzione del presidente del Consiglio e del ministro dello Sviluppo economico. La bozza reca "Disposizioni in materia di lotta alla contraffazione e rafforzamento della tutela dei diritti di proprietà industriale".

"Con il testo proposto in questa sede – si legge nella Relazione illustrativa che accompagna la bozza di proposta – vengono introdotte alcune disposizioni volte a rafforzare la complessiva risposta sanzionatoria penale per ciò che riguarda sia le norme dettate, nell’ambito dei delitti contro la fede pubblica, in tema di segni distintivi dei prodotti industriali (marchi, brevetti, disegni e modelli); sia quelle concernenti la vendita o messa in circolazione di prodotti (industriali, agroalimentari, ecc.) recanti indicazioni contraffatte. L’inasprimento sanzionatorio si rende necessario alla luce dell’enorme incremento di tale tipologia di condotte delittuose, spesso poste in essere su scala industriale e costituenti, per la criminalità organizzata, un’assai redditizia alternativa rispetto ai più tradizionali (e più gravemente sanzionati) settori di attività illecita".

Fra le proposte presenti, si prevede un innalzamento della pena detentiva e di quella pecuniaria: da uno a cinque anni invece dell’attuale massimo di tre anni e una multa da 1000 a 6000 euro al posto dell’attuale massimo di 2065 per le condotte di contraffazione, alterazione e uso illecito. La proposta tiene fermo l’apparato sanzionatorio per la vendita e la messa in circolazione della merce ma allo stesso tempo estende l’ambito applicativo della sanzione penale alla commercializzazione di merci "oggetto di attività usurpativa delle privative industriali protette da brevetti, disegni e modelli con ciò colmando – si legge nella Relazione – una lacuna del sistema sanzionatorio vigente e, di conseguenza, conferendo maggior organicità alla tutela complessiva dei diritti di proprietà industriale".

Viene inoltre introdotta una nuova fattispecie che punisce le contraffazioni che colpiscano "indicazioni geografiche o denominazioni di origine tutelate ai sensi di leggi speciali, regolamenti comunitari e convenzioni internazionali di prodotti agroalimentari" che finora erano sprovviste – si legge nella relazione – di una "reale tutela penale".

Non solo: vengono introdotte nuove disposizioni per agevolare la distruzione delle merci contraffatte e viene modificata la norma che ha introdotto la sanzione al consumatore consapevole di beni contraffatti. Su quest’ultimo punto la bozza riduce la sanzione amministrativa attualmente in vigore (da 1000 a 10.000 euro) che "si è rivelata eccessiva e sproporzionata" e prevede: "E’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro 1’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per 1’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di diritti di proprietà industriale".

Il pacchetto di proposte di riforma della legislazione anticontraffazione è frutto del lavoro svolto nel 2007 dal Tavolo istituito presso l’Alto Commissario. Trasmesse a Governo a Parlamento e sorrette dall’appello sottoscritto da trenta associazioni, le proposte avevano trovato traduzione in una serie di emendamenti condivisi da maggioranza e opposizione (adeguamento dei reati di contraffazione alla nuova realtà criminale, introduzione di nuove misure di indagine come le operazioni sotto copertura e di aggressione ai patrimoni illeciti, emendamenti per facilitare la distruzione di beni contraffatti, per facilitare l’applicazione delle sanzioni al consumatore consapevole e per semplificare il quadro normativo e l’organizzazione dell’Alto Commissario) ma l’adozione delle norme di legge era stata "bloccata" dalla fine anticipata della legislatura. La nuova bozza è stata ora ufficialmente inviata all’attenzione del Presidente del Consiglio e del Ministro dello Sviluppo Economico.

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