CONTRAFFAZIONE. Commercio mondiale copre valore di 200 miliardi di dollari

Contraffazione: quali sono i numeri? A livello nazionale, in Italia si parla di un giro di affari annuo pari a 7,5 miliardi di euro, con il Belpaese che in Europa rappresenta uno dei principali fornitori e distributori di beni contraffatti e uno dei primi consumatori di falsi. Il mercato del falso sottrae risorse anche allo Stato, il cui bilancio è gravato da mancate entrate stimate in 5,3 miliardi di euro. Sono i dati resi noti oggi da Confindustria durante la Giornata nazionale anticontraffazione.

Nell’Unione europea nel periodo 2000-2006 c’è stato un aumento dell’88% dei casi di sequestro di merci contraffate, con il numero dei prodotti sequestrati che è passato dai 68 milioni del 2000 al 128 milioni del 2006. A causa della contraffazione, si stima che l’Unione europea perderebbe in media 7.581 milioni di euro nell’abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori moda; 3.017 milioni di euro nel settore profumi e cosmetici; 3.731 milioni di euro nel settore dei giocattoli e degli articoli sportivi e 1.554 milioni di euro nel settore dei prodotti farmaceutici.

A livello mondiale, il commercio di prodotti contraffatti – moda, supporti audio-video, industria farmaceutica, cosmesi, giocattoli, ricambi per industria automobilistica – corrisponde a circa il 10% del totale degli scambi mondiali, pari a 200 miliardi di dollari americani. Si stima che negli ultimi dieci anni il fatturato dell’industria del falso sia aumentato del 1600/1700% per arrivare alla cifra di 450 miliardi di dollari. Per la Commissione europea, la percentuale del commercio contraffatto sul totale degli scambi è pari al 7%. Più della metà della produzione mondiale di beni contraffatti si concentra nel Sud-Est asiatico, con la Cina al primo posto, seguita a distanza da Corea e Taiwan. Il 35% circa della produzione di contraffazione arriva invece dall’area mediterranea, con ai primi posti Italia, Spagna, Turchia e Marocco.

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