CONTRAFFAZIONE. Commissione Ue: nel 2007 fenomeno in aumento per farmaci e cosmetici

Nel 2007 le dogane europee hanno registrato più di 43mila casi di confische alle frontiere dell’Ue di prodotti contraffatti, con un significativo aumento dell’attività doganale rispetto ai 37mila casi registrati nel 2006 (+17%). Questo dato emerge dalle statistiche sulla contraffazione e la pirateria pubblicate oggi dalla Commissione Ue. La quantità totale di prodotti confiscati è comunque minore rispetto al 2006, in cui si è raggiunto il numero record di 128 milioni di articoli; nel 2007 le dogane hanno confiscato 79 milioni di prodotti contraffatti.

Sigarette e capi di abbigliamento continuano tuttavia ad essere oggetto di massicce contraffazioni; ma si deve sottolineare un inquietante aumento della pirateria in settori potenzialmente pericolosi per i consumatori: farmaci, equipaggiamento elettrico, prodotti di igiene personale. Questi ultimi, insieme ai cosmetici si sono aggiudicati la maglia nera del 2007, registrando un aumento del 264% di contraffazione. Non sono da meno i giocattoli, con una crescita del 98% e i farmaci con un +51%.

La Cina è la prima fonte di prodotti contraffatti, con il 60% del totale che proviene da lì; Turchia e Georgia sono grandi produttori di articoli per l’igiene e la cura personale; infine Svizzera, India ed Emirati Arabi Uniti sono tra i primi esportatori di medicinali contraffatti (rispettivamente del 40%, 35% e 15%). La causa principale della diminuzione del numero di articoli confiscati è attribuibile all’aumento di vendite in internet, al fatto che i contraffattori per rischiare di meno, spediscono i loro prodotti in quantità minori. Preoccupante, infine, continua ad essere la pirateria informatica o tramite la rete delle opere protette con diritti d’autore, come la musica e i film. Queste attività purtroppo non conoscono frontiere quindi le dogane non riescono a contrastarle in modo sufficiente. Comunque dalle statistiche risulta un miglioramento della cooperazione tra le imprese e le dogane, che permette a queste ultime di reperire più facilmente le informazioni e riconoscere i prodotti contraffatti.

Il commissario europeo responsabile della fiscalità e dell’unione doganiera, Laszlo Kovacs ha comunque lanciato un grido d’allarme: "La contraffazione continua a minacciare pericolosamente la nostra salute, la nostra sicurezza e la nostra economia. Uno dei miei obiettivi principali è quello di continuare la lotta in questo campo. Sono contento della forte collaborazione che si è instaurata tra le imprese e le dogane per intercettare i prodotti contraffatti alla frontiera, quindi prima che si perdano nei mercati interni. Mi felicito infine – ha concluso Kovacs – dei progressi recentemente compiuti per rafforzare la cooperazione internazionale con la Cina e risolvere così questo problema alla fonte".

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