CONTRAFFAZIONE. Indicam: vivissima preoccupazione per la soppressione dell’Alto Commissario

C’è ancora qualcuno in Italia che crede seriamente alla lotta alla contraffazione? L’interrogativo viene dall’Indicam, organizzazione leader in Italia per la lotta alla contraffazione, che in una nota ha espresso "vivissima preoccupazione" per il decreto legge n° 112 del 25.6.2008 che sopprime l’Alto Commissario e soprattutto di fronte al preannuncio appena reso noto di un prossimo DPR di riorganizzazione del Ministero della Sviluppo Economico in cui "la responsabilità per questo tema viene ridicolmente ridimensionata a livello di ‘ufficio’ e collocata in un contesto eterogeneo di competenze".

Le associazioni dei produttori agricoli e industriali, dell’artigianato e della piccola e media impresa, dell’industria culturale, editoriale, discografica, cinematografica, audiovisiva e del software, degli imprenditori commerciali, dei lavoratori e dei consumatori, riunite nel Tavolo permanente anticontraffazione, hanno espresso in un appello comune, firmato il 26 giugno 2008, la loro preoccupazione per la scelta del governo di sopprimere l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione.

"Le potenzialità dell’Alto Commissario – ha spiegato il Presidente di Indicam, Carlo Guglielmi – come referente unitario di tutte le categorie e come interlocutore autorevole di tutte le istituzioni sono state così ben comprese all’estero, che la Francia, presidente di turno dell’UE, si prepara a prevedere un organismo analogo per l’Unione, con l’appoggio di Indicam che per primo ha posto il problema, e delle maggiori organizzazioni imprenditoriali europee. Sarebbe logico per il nostro Governo appoggiare questo piano che premia un’idea "italiana" come potenziale best practice".

"Al contrario – ha concluso Guglielmi – non sembra che in Italia si sappiano cogliere queste opportunità: il Governo precedente facendo mancare all’istituzione una base di legittimazione giuridica organica e completa, quello attuale addirittura sostituendolo con un ufficio fra 28 all’interno di una delle molte direzioni generali di un ministero, quando sembra evidente che – considerato il fenomeno che affronta – una funzione come questa dovrebbe trovare la sua collocazione naturale presso la Presidenza del Consiglio."

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