CONTRAFFAZIONE: MSE, entro un mese pronti i desk che aiuteranno le imprese

Entro i primi di giugno diventeranno realtà i centri che assisteranno gli imprenditori italiani nella registrazione dei marchi e dei brevetti e nel contrasto alla concorrenza sleale. E non solo: sinergie a livello internazionale e mobilitazione di tutte le categorie coinvolte sono infatti le altre due mosse della strategia che il Ministero dello sviluppo economico, nell’ambito UAMI (Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno), ha messo in campo. Un piano d’azione di portata internazionale che parte oggi da Venezia e, anche grazie alla collaborazione dell’Ipi (Istituto per la promozione industriale), vede protagoniste, insieme all’Italia, Francia, Spagna e Portogallo. A testimonianza del fatto che per contrastare questo fenomeno occorre innanzitutto una risposta unitaria a livello comunitario e internazionale.

A fine maggio verranno aperti centri di assistenza alle imprese italiane sulla proprietà industriale in tutti quei mercati dove il problema della tutela degli imprenditori da fenomeni di contraffazione è concreto e, al tempo stesso, difficile da affrontare se non in una visione di sistema paese. E così in Cina, India, Turchia, Russia, Repubblica di Corea, Taiwan, Brasile e Usa dal prossimo mese ci saranno uffici di consulenza e di monitoraggio per la tutela del marchio e delle indicazioni di origine, e per l’assistenza legale agli imprenditori nella registrazione dei marchi e brevetti e nel contrasto alla contraffazione e alla concorrenza sleale.

"Marchi, brevetti e disegni industriali sono in grado di rafforzare il legame produttore-consumatore al di là dell’elemento prezzo, facendo leva su innovazione e qualità -ha spiegato nel corso del convengo il Direttore dell’UIBM Ludovica Agrò – e sono anche in grado di far viaggiare tra i mercati i prodotti e i servizi offrendo mezzi per tutelare il valore economico, che i marchi ed i brevetti rappresentano, da azioni di contraffazioni. Ma questo è possibile solo se si estende la tutela dal mercato di partenza a quello di arrivo. La proprietà industriale – ha concluso la Agrò- andrebbe sempre integrata alla strategia di internazionalizzazione delle imprese. Perché aumenta la capacità dei prodotti e dei servizi di circolare tra i mercati e perché amplia le strategie di scambio economico-commerciale e finanziario internazionale. Vorrei che i brevetti e gli altri titoli di proprietà industriale fossero visti più, perché lo sono, come dei creatori di valore, di nuove opportunità per operare sul mercato e per reperire risorse finanziarie".

 

 

 

Comments are closed.