CONTRAFFAZIONE. Mostra GdF ripercorre storia della falsificazione monetaria

Fino al 20 gennaio 2009 sarà possibile visitare la mostra sulla storia del falso monetario, "Il Vero e il Falso" organizzata dalla Guardia di Finanza. Allestita in collaborazione con il Nucleo Speciale Antisofisticazione, la mostra ripercorre uno dei fenomeni di maggiore rilievo nella vita economica degli Stati, ogetto della continua sfida tra Istituzioni e falsari. Una sfida iniziata circa duemila anni fa, nell’antica Grecia, ed ancora in atto oggi, quando l’oggetto della tutela è divenuto un erede smaterializzato e tecnologico delle antiche monete d’argento, della Roma repubblicana o dei sesterzi dell’impero, passando attraverso la storia della lira e la nascita dell’euro.

L’obiettivo è da un lato illustrare l’attività della Guardia di Finanza e di apri passo la storia della falsificazione dall’altro quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al fenomeno affinchè possano, nelle loro transazioni quotidiane, controllare le monete scambiate a tutela principlamente del loro portafoglio.

Come è noto il giro d’affare che ruota attorno alla falsificazione monetaria è florido e in continua ascesa. Secondo il Ministero dell’Economia nel primo semstre del 2008 sono stati sequestrati 241mila biglietti falsi per un valore di 12 milioni di euro. Nel contrasto al fenomeno la Guardia di Finanza gioca un ruolo di primo piano: sequestri di mezzi di pagamento contraffati, di sofisticati meccanismi atti alla riproduzione nonchè di vere e proprie stamperie clandestine sono all’ordine del giorno. Ma torniamo alla mostra.

Visitandola ci si accorge che quello della falsificazione monetaria è un fenomeno antico quanto la moneta. Il falso è sempre stata una tentazione forte. Già in periodi bellici le parti belligeranti falsificavano la moneta dell’avversario al fine di minare la stabilità economica dell’altro Paese. E’ possibile ammirare un vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e moderna messe a disposizione dai più importanti musei italiani, cui si aggiungono le serie complete delle emissioni di banconote della Banca d’Italia, che hanno scandito la storia del nostro paese dalla proclamazione del Regno d’Italia ad oggi, provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch. Biglietti autentici affiancati ad esemplari contraffatti che si caratterizzano per le modalità di falsificazione, con particolare riferimento ai disegni, realizzati anche a mano, ed alle caratteristiche del supporto e delle filigrane.

La mostra, che gli organizzatori si augurano possa diventare itinerante, è strutturata per aree tematiche: dagli esordi ai giorni nostri, alla moneta elettronica. Una parte della mostra, infatti, è dedicata all’esposizione di carte di pagamento, la cui falsificazione rappresenta un nuovo "business" per le organizzazioni criminali, che ha già prodotto in Europa, nel solo anno 2006, danni ai consumatori per oltre un miliardo di euro. Ogni anno, in Europa, si stimano circa 10 milioni di transazioni fraudolente presso quasi 500 mila esercizi commerciali. Vengono, pertanto, esposte carte di pagamento autentiche affiancate alle corrispondenti contraffatte, scelte con particolare riferimento all’evoluzione delle tecniche di falsificazione ed alle caratteristiche di alcuni elementi di dettaglio. E’ possibile, inoltre, osservare le differenti tipologie di circuiti elettronici e di macchinari illegalmente utilizzati per captare i dati relativi alle carte nonché gli strumenti impiegati per ingannare l’utente all’atto del prelevamento di contanti agli sportelli bancomat.

 

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