CONTRAFFAZIONE. Napoli, Coldiretti imbandisce la tavola del tarocco: +32% valore sequestrato dai Nas

E’ aumentato del 32 per cento con un totale di quasi 159 milioni di euro il valore dei cibi e delle bevande sequestrate dai carabinieri dei Nas nella lotta contro le frodi e le sofisticazioni nel 2008. Lo ha reso noto la Coldiretti che ha "servito" in tavola alcuni degli esempi piu’ eclatanti di cibi italiani taroccati o contraffatti scovati nei diversi continenti, dall’Europa all’Asia, dall’Oceania all’America. A Napoli, nella città simbolo della buona cucina mediterranea, per iniziativa della Coldiretti e dell’Accademia Italiana è stata allestita una esposizione dei falsi e si è svolta una tavola rotonda sulle dimensioni di un fenomeno che toglie spazi di mercato alla vera cucina italiana e ne mette a rischio l’immagine nel mondo.

Parmesan, Romano prodotto nell’Illinois con latte di mucca anziché di pecora, Asiago e Gorgonzola statunitensi o Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia. Ma ancora. Pancetta, coppa, prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di soppressata Calabrese tutelata dall’Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland, o quello Romulo dalla Spagna con la raffigurazione in etichetta di una lupa che allatta Romolo e Remo. Spaghetti napoletana, pasta milanesa, tagliatelle e capellini milaneza prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto tuscan e polenta dagli Usa e penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati "grown domestically in the Usa" o i pomodorini di collina cinesi e la salsa Bolognese dall’Australia

Nel 2008 grazie alle 27.633 ispezioni effettuate dai Nas – riferisce la Coldiretti – sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 18,7 milioni di confezioni e per 34 milioni di chili di prodotti allo stato sfuso, con l’arresto di 49 persone e sequestri di cibo e bevande per un valore di quasi 159 milioni di euro. Il maggior numero di arresti si è verificato nel settore degli oli e grassi con 41 persone interessate, 6 nella ristorazione e 2 nel settore delle carni e degli allevamenti. Mentre tra i settori maggiormente interessati dai sequestri ci sono quelli delle carni e degli allevamenti con 32 per cento, delle conserve alimentari con il 31 per cento del valore sequestrato, quello, dei vini e degli alcolici con il 16 per cento del latte e derivati con l’ 11 per cento e quello della ristorazione con l’uno per cento del valore sequestrato.

Gli ottimi risultati dell’attività dei Nas confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso perché – sottolinea la Coldiretti – si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo. Ma ancora più preoccupante – denuncia la Coldiretti – è il fatto che sul mercato mondiale la pressione della crisi sta penalizzando la qualità come dimostra l’aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solamente per l’alimentazione animale, ma anche di aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Le preoccupazioni – continua la Coldiretti – riguardano anche l’Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall’estero.

 

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