CONTRAFFAZIONE. Nel 2009 sequestrati 1,75 milioni di farmaci, fiale e compresse

Circa un italiano su tre è propenso ad acquistare farmaci senza prescrizione o via Internet, in maniera impropria. Il fenomeno interessa soltanto lo 0,1% della popolazione italiana, ma la contraffazione farmaceutica è uno dei pericoli emergenti nella sanità mondiale. Tra il 2009 e il primo semestre del 2010 sono stati sequestrati 1,75 milioni di farmaci, fiale e compresse, il 20% dei quali si stima fosse illegale.

Sono i dati forniti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, di cui si è parlato oggi in occasione della presentazione del Rapporto 2010 dell’Osservatorio Anifa sull’Automedicazione.

Chi vende farmaci contraffatti fa leva in particolare sulla confusione al momento dell’acquisto fra prodotti di "automedicazione" e di "autoprescrizione": il secondo è il comportamento scorretto di chi acquista farmaci da prescrizione senza avere la ricetta. C’è inoltre, all’atto dell’offerta illegale, una commistione di varie tipologie di prodotti (farmaci da ricetta, senza ricetta, altri prodotti salutistici), che aumenta la sensazione per l’utente di trovarsi di fronte a un’offerta legale.

Ad arginare il fenomeno ci sono diversi sistemi, come il "bollino della tracciatura", presente su tutte le confezioni dei medicinali e che rende praticamente impossibile l’ingresso di farmaci contraffatti nella rete distributiva legale. Per questo i farmaci contraffatti sfruttano i canali non autorizzati alla vendita (palestre, beauty center, sexy shop) e la rete Internet, dove il cittadino rischia quotidianamente di imbattersi in prodotti falsi e anche molto pericolosi.

"La rete legale di produzione e distribuzione dei farmaci rappresenta una garanzia di sicurezza per il cittadino – ha dichiarato Sergio Daniotti, Presidente di ANIFA – E’ fondamentale che le istituzioni promuovano Campagne Informative, attraverso le quali sottolineare l’importanza di "non accettare mai consigli né farmaci da sconosciuti", ma di rivolgersi sempre e solo a chi li produce, li prescrive o li dispensa. Ma è anche fondamentale promuovere iniziative di informazione ai cittadini che diano indicazioni precise sui farmaci che si possono acquistare autonomamente (quelli col bollino rosso) e sull’importanza della presenza del farmacista, garanzia di autenticità del medicinale".

"L’informazione corre e si allarga sul web ad una velocità impressionante – ha osservato Alberto Giannini, CEO di Interactivecom – Questo fenomeno comprende, ovviamente, anche i temi della salute, della malattia, della cura, dei farmaci. Le ricerche effettuate quotidianamente sui motori di ricerca su temi riguardanti la salute sono 12 milioni al giorno. Perfetti sconosciuti hanno aperto pagine web su alcuni tra i più noti farmaci (sia con obbligo di prescrizione, sia senza obbligo di ricetta), e ciascuna di esse ha generato e continua a generare, senza la minima possibilità di verifica, alcune migliaia di ‘contatti e discussioni’ su questi medicinali".

"Già ora un medico su quattro, in Gran Bretagna – ha dichiarato Domenico Di Giorgio, Coordinatore dell’Unità Prevenzione Contraffazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco – ha riscontrato fra i propri pazienti disturbi provocati da farmaci comprati via Internet: secondo i servizi di accreditamento statunitensi solo l’1% delle farmacie on line è legale, mentre i restanti siti si dividono tra distributori di prodotti illegali e contraffatti, e truffatori informatici. In Italia il problema è ancora limitato, ma una recente ricerca effettuata da Pfizer ha rilevato una propensione all’acquisto improprio senza prescrizione che supera il 30% dei nostri connazionali: un terreno potenzialmente fertile anche rispetto a Internet".

Comments are closed.