CONTRAFFAZIONE. Oggi la Giornata nazionale. Ma il problema non è la falsa griffe in spiaggia

La rappresentazione tradizionale è l’acquisto della falsa borsa griffata sulla spiaggia, evocata da più parti come emblema di una cultura che tollera la contraffazione e non la percepisce come illegalità – almeno, non fino in fondo. Ma contraffazione è molto di più ed è non è soltanto una questione di soldi, che pure pesano, ma di salute: giocattoli realizzati con materiali non a norma, tessuti colorati con sostanze tossiche rappresentano un rischio per la salute dei cittadini. E quanto ne sono consapevoli in questo caso? La lotta alla contraffazione esige diversi livelli di intervento e un confronto informato fra i diversi attori in gioco, ed è proprio questo che è emerso durante la Giornata nazionale anticontraffazione organizzata da Confindustria con il supporto del Ministero dello Sviluppo economico e del Dipartimento per le Politiche comunitarie e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. Evento centrale a Roma alla presenza della presidente Confindustria Emma Marcegaglia e di un parterre di istituzioni, insieme a rappresentanti delle aziende, dei sindacati, dei Consumatori, della Guardia di Finanza. Eventi diffusi in tutta Italia. Dalla giornata sono emerse in primo luogo due proposte: l’istituzione di una Giornata europea di lotta alla contraffazione, che coinvolga dunque tutta l’Europa, e di un Commissario europeo per la lotta alla contraffazione.

Pochi numeri rendono chiaro il quadro: in Italia le stime più attendibili sulla diffusione della contraffazione parlano di un giro di affari annuo di 7,5 miliardi di euro; se il fatturato del commercio di beni contraffatti venisse ricondotto all’interno del ciclo produttivo legale, si realizzerebbero beni, fra produzione diretta e indotta, per un valore di quasi 18 miliardi di euro; il mercato del falso sottrae allo Stato 5,3 miliardi di euro di mancate entrate tra imposte dirette e indirette.

Nella Giornata è stato sottolineato da più parti come la contraffazione sconti una impronta culturale precisa – l’Italia si pone anche come primo paese consumatore di falsi in Europa – fatta di tolleranza dei cittadini e dei consumatori nei confronti del prodotto contraffatto. È l’esempio della falsa borsa acquistata in spiaggia, dietro cui si cela la criminalità. Ma di questa consapevolezza sono più dubbiosi i Consumatori, i cui rappresentanti – Antonio Longo per il Movimento Difesa del Cittadino, Rossella Miracapillo per il Movimento Consumatori – hanno sottolineato rispettivamente il tema della effettiva proporzionalità delle sanzioni, che colpiscono l’anello debole senza intaccare la manodopera sfruttata, e del rischio per la salute che si corre acquistando prodotti contraffatti, quali possono essere giocattoli o abbigliamento, senza averne di certo la consapevolezza.

La Giornata è stata aperta da Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee: "Non è una battaglia politica ma etica. Vorrei lanciare un appello: un cittadino che acquista un pezzo contraffatto fa un favore alla criminalità. Un pezzo contraffatto è un regalo alla criminalità, allo sfruttamento dei minori, allo sfruttamento della manodopera. È un danno enorme al sistema paese. Non meno importanti le distorsioni sul mercato del lavoro. E le conseguenze più pericolose riguardano il cittadino consumatore con i rischi legati al falso, dal farmaco contraffatto, al giocattolo contraffatto". Da Adolfo Urso, vice ministro dello Sviluppo economico, è stato ribadito che "il problema della lotta alla contraffazione è un problema italiano e culturale del Paese. Commette reato anche chi acquista un prodotto contraffatto ma sulle spiagge la legge non è ancora applicata perché nella nostra cultura l’acquisto del prodotto contraffatto non è ancora considerato un reato". La proposta di Urso: "Sfugge che la lotta alla contraffazione e la tutela della proprietà intellettuale si possono risolvere se in sede europea si realizza un’unità di comando attraverso un Commissario con la delega alla proprietà industriale e intellettuale e quindi alla lotta alla contraffazione". Ha rincarato Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno: "Nella percezione diffusa acquistare una falsa borsa firmata sembra una furbata. Ma la borsa è il frutto avvelenato del lavoro nero, spesso minorile, in condizione di schiavitù, con materie prime tossiche, con alle spalle associazioni mafiose".

Alla Giornata è intervenuto il Comandante Generale della Guardia di Finanza Nino di Paolo: "La contraffazione – ha detto – è una nuova peste che ha lo stesso valore e forse di più del contrabbando degli anni Sessanta e Settanta. Noi saremo sempre più proiettati verso gruppi patrimoniali e finanziari delle filiere del falso. La componente mafiosa e camorristica è molto importante. E il consumatore deve sapere che alimentando i canali della contraffazione danneggia se stesso e finanzia gruppi criminali".

Ma è davvero così semplice per il consumatore? È stata sottolineata da più parti l’esigenza di informare e formare il consumatore. Ma quanto è sua la responsabilità combattere la contraffazione? Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, ha evidenziato le perplessità dei consumatori: "Ci chiediamo se ci sia proporzionalità di sanzioni fra il cittadino che compra una borsa e chi produce e mette in commercio questi prodotti". Per MDC, "bene l’azione di repressione dell’illegalità e le campagne di sensibilizzazione dei giovani. Ma le sanzioni devono colpire in maniera più proporzionata e le aziende devono impegnarsi anche a non delocalizzare il "made in Italy".

"La contraffazione va contrastata soprattutto con campagne di educazione dei giovani, oltre che con le sanzioni e le azioni di contrasto", ha detto Longo intervenendo in Confindustria durante la tavola rotonda. Il presidente di MDC rappresentava i consumatori e ha continuato:" La battaglia contro la contraffazione va fatta sanzionando in maniera pesante i produttori e i grossisti delle merci contraffatte e non accanendosi con prove muscolari contro gli extracomunitari e i cittadini spesso ignari o poco informati. Le forze dell’ordine che sempre più spesso vengono impegnate massicciamente a dare la caccia sulle spiagge a poveracci che sbarcano il lunario e ad acquirenti sprovveduti, andrebbero impegnate invece a dare la caccia alle fabbriche clandestine, di cui tutti a livello locale conoscono l’esistenza, dove spesso lavorano con ritmi di sfruttamento massacrante poveri immigrati senza permesso di soggiorno".

"Quanto agli imprenditori e a Confindustria anzitutto, speriamo che presto lancino anche la Giornata contro la delocalizzazione, – ha aggiunto Longo – perché non si può chiedere al Paese l’appoggio sulla lotta alla contraffazione e in favore del made in Italy e poi delocalizzare la produzione del made in Italy dove il lavoro costa cento volte di meno che nel nostro Paese e spesso viene fatto senza alcun rispetto dei diritti minimi sindacali e con sfruttamento del lavoro minorile".

In difesa dei consumatori anche l’intervento di Rossella Miracapillo, segretario generale del Movimento Consumatori: "Non sono d’accordo che il consumatore sia sempre consapevole: siete convinti – ha detto rivolta alla platea – che una mamma consapevolmente acquisti un giocattolo pericoloso o un paio di calzini che possono provocare allergie? Acquistare merce contraffatta è innanzitutto un danno e un rischio per la salute. E chi di voi non ha mai scaricato un file mp3? Un po’ di responsabilità l’hanno anche le aziende, perché se si acquista una tuta di marca fatta a Taiwan, in Marocco o in Tunisia il consumatore non distingue più la differenza fra quella tuta e quella comprata sulle bancarelle. Il consumatore ha la voglia e il diritto di pagare il giusto la giusta merce".

Soddisfatta dell’iniziativa si è detta il presidente Confindustria Emma Marcegaglia: "Ci ponevamo l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul tema della contraffazione mettendo insieme tutte le componenti coinvolte. È un problema per le industrie e per la salute dei consumatori. Stiamo parlando di criminalità economica. Credo serva molta legalità diffusa nel nostro Paese e noi vogliamo essere in prima linea. Oggi siamo maturi per una politica strutturata del paese contro la contraffazione. Mi pare ci sia una volontà comune, serve una politica integrata, siamo tutti pronti a farla e dobbiamo muoverci in questa direzione", senza dimenticare che l’Italia "è all’avanguardia nella lotta alla contraffazione". Le richieste di Confindustria: agire sulla prevenzione, sulla formazione e sull’informazione dei cittadini consumatori e dei giovani; continuare a combattere la contraffazione; lavorare all’interno per "dire che non accettiamo nel nostro mondo chi lavora o lucra con la contraffazione".

 

di Sabrina Bergamini

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